Monumento a Carlo Poerio in piazza Carità

La strada che si sviluppa al centro della foto è via Roma (Toledo) e in fondo dove arriva la visualizzazione incontriamo Piazza Sette settembre(Santo Spirito) e piazza Dante (Foro Carolino o largo Mercatello). La piazza in oggetto è Piazza Poerio (Carità) con la statua del patriota italiano realizzata nel 1887 e rimossa nel 1939. Sulla sinistra ha inizio via Pignasecca.

 

La storia:

Il vecchio scatto fotografico ritrae un affollato primo pomeriggio del 1880 in una “via Roma” affollatissima con numerose carrozze e calessini che percorrono la maggiore “Promenade” napoletana in tutte e due i sensi di marcia.

Non vi è ancora traccia delle linee tranviarie ma probabilmente tra i numerosi trasporti equini ci saranno anche i famosi “omnibus”, carrozzoni trainati da 2 o 4 cavalli e che fungevano da trasporto pubblico.

Ci troviamo nei pressi della confluenza di via Pignasecca sulla sinistra, da notare la moda dell’epoca che obbligava chiunque senza distinzione di sesso, ad indossare tipici copricapo, per la maggior parte per gli uomini del tipo a bombetta mentre alcune donne si riparano dal sole primaverile con un ombrellino, al centro dell’immagine, mentre attraversa la strada, un militare con divisa unitaria che ormai da circa trenta anni sostituiva quella borbonica.

Il soggetto principale che caratterizza la foto è la statua di Carlo Poerio, patriota, avvocato e politico italiano che ebbe parte notevole nelle agitazioni che portarono alla concessione della Costituzione e fu membro del governo costituzionale di Napoli, inizialmente come direttore generale della polizia e poi ministro dell’istruzione.

Morì a Firenze ma venne sepolto in una cappella del cimitero di Pomigliano d’Arco, riconosciuta dal 1930 dal re Vittorio Emanuele III monumento nazionale.

Nel 1887 gli si dedicò una statua e non fu a caso la scelta di porre quella statua nell’odierna piazza Carità (all’epoca intitolata al patriota) per ricordare gli scontri che si verificarono in particolare lungo via Toledo nella giornata del 15 maggio 1848.

La statua fu rimossa nel 1939 per motivi di viabilità e collocata in piazza San Pasquale a Chiaia mentre il largo fu rinominato e intitolato a Costanzo Ciano, toponimo che mantenne fino alla caduta del regime fascista.

Una macabra curiosità, nella posa in opera della statua, scavando nel terreno per realizzare il basamento per il monumento, furono ritrovate molte ossa umane, probabilmente risalenti alla peste del 1656, quando per il numero enorme dei decessi non si sapeva piu dove poter deporre i corpi che venivano gettati nell’allora ancora esistente ma coperto canalone che percorreva il percorso in seguito ricoperto da via Toledo per la sua realizzazione.

 

 

 

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