“Storia della città di Napoli”

L’ESPANSIONE GRECA – 1° episodio 

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Prima ancora della realizzazione delle loro colonizzazioni, le città greche, nonostante la loro prosperità, presentavano un grande problema, quello della conformazione geografica del territorio che non permetteva una produzione alimentare sufficiente per tutta la popolazione.

In un periodo di estremo aumento demografico, colonizzare era l’unico strumento che consentiva di garantire il benessere collettivo e molti erano i cittadini disposti a migrare, contadini senza terra che speravano di poter migliorare la propria situazione economica e sociale, giovani delle famiglie numerose che non avevano in patria prospettive di ricchezza e giovani ambiziosi in cerca di nuove opportunità, di fama e di successo.

A volte ad emigrare erano anche interi gruppi di esponenti politici sconfitti e costretti dai vincitori ad allontanarsi.

Le loro colonie divennero ben presto importanti come le loro città di origine potendo contare sull’abbondanza dei territori da sfruttare, ricchi di materie prime.

Questa colonizzazione durò tre secoli, dal VIII al VI aC e riguardò soprattutto le coste del Mediterraneo e del Mar Nero, fu un fenomeno di portata economica e culturale senza precedenti, sia per la vastità dei territori occupati sia per il numero e l’importanza assunta dalle città fondate.

Le colonie fondate in territorio italico furono una vera risorsa per la Grecia, i territori dell’Italia meridionale erano più ricchi e con potenzialità ben maggiori di quelli delle metropoli e anche per questo tutta l’area colonizzata venne denominata “Magna Grecia” ad identificare le colonie italiche.

In queste zone vivevano popolazioni scarsamente civilizzate e i colonizzatori greci contribuirono in modo sostanziale alla loro evoluzione sociale, sia sotto il profilo tecnologico che culturale, infatti non si trattava di semplici piattaforme economiche ma di vivaci città in cui la vita della metropoli veniva replicata sotto ogni punto di vista.

Parlando della sola penisola italica, nel loro lungo e coraggioso peregrinare arrivarono a colonizzare vaste aree della Sicilia e dell’Italia meridionale che in seguito denominarono “Magna Grecia”.

Le loro maggiori colonie furono Kýmē (odierna Cuma), Naxos (Giardini Naxos), Tauromenion (Taormina),Zancle (Messina), Kroton (Crotone), Taras (Taranto), Katane (Catania), Syrakousai (Siracusa), Ghelas, Akragas (Agrigento), Parthènope (poi rifondata come Neapolis, Napoli), Pithekoussai (nell’Isola d’Ischia), Dikaiarcheia (Pozzuoli), Posidonia (Paestum), Reghion (Reggio Calabria), Lokroi Epizephyrioi (Locri Epizefiri), Metapontion (Metaponto).

Alcune colonie fondarono a loro volta altre colonie come Siracusa che contribuì alla fondazione di Ankón (attuale Ancona, colonia popolata con esuli politici, Pharos (attuale Cittavecchia), nell’isola di Lesina.

Altre colonie greche, anche se in misura minore rispetto a Siracusa, furono attive nella fondazione di sub-colonie:

-Rhegion (l’attuale Reggio Calabria) che fondò Pyxus (Policastro Bussentino);

-Locri Epizefiri (l’attuale Locri) fondò Medma (Rosarno) e Hipponion (Vibo Valentia)

-Sibari fondò Poseidonia (Paestum);

-Kroton (l’attuale Crotone) fondò Terina e Skylletion (Squillace);

-Zancle (attuale Messina) fondò Metauros (Gioia Tauro).

In pratica tutta l’Italia peninsulare venne fondata da emigranti greci a cui comunque restò un forte legame con la madrepatria, nei costumi, nell’organizzazione, nell’urbanistica e nella lingua, ogni colonia greca conservava una notevole autonomia culturale e, quando possibile, la imponeva nei territori colonizzati.

Anche quando le colonie greche venivano assoggettate da altre popolazioni, tendevano a mantenere una propria autonomia culturale e politica nei confronti dei dominatori.

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