Nella Napoli dei primi del Novecento, Piazza Carlo III, una delle più grandi piazze della città situata alla fine di via Foria e porta orientale del centro storico, era il cuore pulsante di un sistema ferroviario dalle grandi ambizioni.
Con l’ampliamento della città a est, si iniziava ad ideare e realizzare un importante snodo ferroviario.
Nel 1913 vi si realizzò la stazione di Napoli della ferrovia Alifana, rendendo l’area il capolinea meridionale della linea denominata Alifana bassa.
Questa linea, elettrificata, collegava Napoli a Santa Maria Capua Vetere, mentre la Alifana alta, a trazione vapore, proseguiva il percorso da Santa Maria Capua Vetere a Piedimonte Matese.
La ferrovia entrava in Piazza Carlo III proveniente da Capodichino tramite l’odierna via Don Bosco e attraversava centralmente la piazza con i suoi binari che si moltiplicavano nella zona sud-ovest presso la chiesa di Sant’Antonio Abate dove sorgeva il fabbricato di stazione.
Situata in una posizione strategica tra l’Albergo dei Poveri (il cosiddetto Serraglio) e la chiesa di Sant’Antonio Abate, la stazione aveva un collegamento con un deposito per lo scalo merci posto in via Don Bosco nelle vicinanze dell’attuale sede dell’Amministrazione Provinciale.
Dopo aver fatto salire i passeggeri in piazza e caricata nel deposito la merce da trasportare, i convogli continuavano la loro corsa verso l’interno su di una sopraelevata che permetteva di scavalcare Calata Capodichino con un ponte, abbattuto per sicurezza solo pochi anni fa, quindi arrivavano a percorrere in piano e in parallelo tutto il corso di Secondigliano per poi proseguire verso il matese.
Con il tempo, però, questa grande espansione ferroviaria iniziò ad ostacolare la viabilità urbana sia della piazza che delle strade limitrofe.
Già nel 1955, per liberare Piazza Carlo III dal costante intralcio ferroviario, si decise di spostare il capolinea allo scalo merci di via Don Bosco.
Ma l’eccessiva inarrestabile urbanizzazione del dopoguerra dell’hinterland napoletano rese il servizio dell’Alifana bassa ormai inadeguato.
Dalla crescente popolazione di comuni come Secondigliano, Marano e Giugliano, arrivava un esponenziale aumento della domanda di trasporto pubblico portando nel 1976 alla cessazione definitiva del servizio in attesa di una nuova linea metropolitana più moderna.
Nel frattempo l’Alifana alta, danneggiata dalla guerra, venne completamente ricostruita e continua ancora oggi a funzionare connessa alla rete delle ferrovie statali.
L’Alifana bassa, invece, al centro di una realtà urbana ben diversa, ebbe un destino diverso.
Chiusa non per mancanza di utenti ma per l’eccessiva crescita demografica delle zone servite, essa rappresenta un caso unico nel panorama ferroviario italiano.
Fortunatamente oggi il fabbricato viaggiatori della vecchia stazione al centro della piazza è salvo, ancora visibile e attivo.
Sebbene i binari siano scomparsi, l’edificio vive una nuova vita ospitando un hotel dedicato al sovrano Ferdinando II, un caffè e altre piccole attività nei suoi locali inferiori.
Ma la stazione è ormai un ricordo vivido di un’epoca passata quando Napoli, in piena crescita, espandeva le sue connessioni con le aree circostanti attraverso un ambizioso progetto ferroviario.
A distanza di quasi trent’anni dalla sua chiusura, l’Alifana bassa ha iniziato a riemergere con l’apertura di un tratto tra Piscinola e Mugnano segnando un piccolo accenno di una rinascita che potrebbe portare in un futuro non troppo lontano, a una nuova connessione ferroviaria diretta tra Napoli e Piedimonte Matese.
Tuttavia, nessuno sviluppo potrà mai restituire al nostro storico fabbricato l’importanza che aveva quando era il fulcro di un imponente programma viario partenopeo.









Altri collegamenti relativi:
– Lo snodo di piazza Carlo III
– Il toponimo “Piazza Carlo III
Le nostre pubblicazioni:
- “50 incisioni di costumi del 1816 di alcuni paesi del Regno di Napoli”
- “Breve storia del brigantaggio”
- “Dizionario domestico italo/napoletano”
- “Fatti e misfatti di plebe e nobilta’ nei Carnevali Napoletani”
- “Grammatica Napoletana di fine ‘800”
- “Guida alle antichità e alle curiosità della città di Napoli e delle vicinanze del 1817”
- “Leggende napoletane (M. Serao)”
- “Misteri del chiostro napoletano”
- “Napoli in età augustea”
- “Racconti napoletani”
- “Storia della città di Napoli”
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- Gli ultimi anni di Ferdinando II di Borbone
- Guida turistica alla città di Napoli del 1908
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