Un “Rione Geniale” – Il rione Luzzatti

UN RIONE…GENIALE

“Rione Luzzatti”, forse il rione più conosciuto e chiacchierato d’Italia.

Il Rione Luzzatti oggi
Situato alle spalle del Centro Direzionale e del nuovo Tribunale, costruito dal 1914 al 1925, era molto conosciuto quando il Napoli giocava, negli anni 30, le sue partite interne allo stadio Ascarelli.
File:Napoli - Stadio Ascarelli 1.jpg
Vista aerea anni ’30 dello stadio Ascarelli in costruzione.

Lo stadio era collocato ai suoi margini, li dove da poco è stata eliminata una baraccopoli sorta proprio a causa dell’abbandono del campo di calcio più volte bombardato durante la guerra.
Lo stadio Ascarelli in costruzione

Fa un certo effetto pensare che una volta in quella zona esisteva uno stadio imponente, avveniristico, e soprattutto interamente del Napoli.

Nel 1940 inizia il conflitto mondiale, il rione Luzzatti che è adiacente all’area industriale diviene un bersaglio continuo delle incursioni aeree degli alleati.

Lo stadio sotto i bombardamenti del 1943

Il 15 e 17 luglio del 1943, un bombardamento a tappeto effettuato sull’area industriale di Napoli ridussero l’intera zona ad un cumulo di macerie. La chiesa e la casa canonica furono ridotti in rovine.

Alla fine della guerra il rione Luzzatti era completamente disabitato, l’area fu requisita dalle forze d’occupazione ed utilizzata per la raccolta delle macerie.

Bombardamento sulla zona portuale nel 1943

In qualche scena dello sceneggiato, le immagini sembrano dare l’impressione di un misero paese fuori dalla città, o di una squallida periferia abitata da persone che vagano senza un motivo preciso.

Oggi le strade sono apparentemente pulite e tranquille, pochi i negozi che espongono il loro materiale e non c’è molta gente per le sue brevi vie.

Un piccolo ufficio postale non molto attrezzato in cui però non ce quasi mai la fila.

Ho sentito che vi era una bella scuola chiamata piccola università per la monumentalità della sua facciata.

 

Lo stadio “Ascarelli” ormai chiuso e abbandonato da decenni

La parrocchia, ricostruita dopo la guerra, Sacra Famiglia Padri Giuseppini, è molto grande con un vasto spazio ludico e culturale.

Attiguo ad esso è il rione Ascarelli (dallo stadio) e il rione Gianturco (credo si chiami cosi), ma dei due non ne conosco ne i limiti ne i confini.

 

Lo stadio Ascarelli oggi

ECCO DI SEGUITO I COMMENTI PIU’ BELLI ESTRATTI DA UN MIO PRECEDENTE POST:

-La Chiesa è quella che stava all’ incrocio tra via Medina e via Diaz….gli interni (marmi, arredi, stucchi, affreschi e strutture) furono smontati pezzo per pezzo e rimontati nel nuovo Rione Luzzatti!

-La cosa bella e che gli abitanti di quel rione , che già amano dove vivono, ora dovunque andranno diranno con più orgoglio che sono di Napoli Rione luzzatti

-Se volete approfondire, consiglio di vedere la pagina “I luoghi dell’amica geniale” e il libro omonimo scritto da due autori nati e vissuti nel rione. E’ attivo anche un servizio di visite guidate tenuto dagli stessi autori.

 

-Sono nata qui ed il mio papà guardava le partite di calcio dal campo Ascarelli.

-I ferrovieri occupavano un intera palazzina a ridosso dei binari.

-c’era anche la biblioteca ed il cinema Rivoli….che tristezza vederlo recintato perchè pericolante

-I miei nonni paterni (nonno Gaetano, ragazzo del 1899, era capo officina al Deposito FF.SS di Gianturco) abitavano in un parco semplice e ordinato in via Nicola Fragianni 51. Lì ho trascorso molte domeniche della mia adolescenza.

-Mi commuove leggere i vostri racconti.

-Noi di un’altra generazione, godiamo di una Napoli bella in ogni caso, ma efficiente al 10%

-Immagino quanto era bello, civile e pulito godersi questi quartieri/rioni a differenza di oggi, diventati pane per la delinquenza, incuria e inciviltà.

-Grazie per il post, è il luogo dove sono cresciuto e dove ci trascorro tutte le domeniche, devo dire che già rispetto agli anni ’80-’90 è cambiato moltissimo, io frequentavo la scuola “4 giornate” e ricordo un clima certo popolare, ma abbastanza sereno e disteso per essere Napoli, successivamente è andato peggiorando purtroppo, ma quello che mi preme far sapere di più è lo scempio che hanno creato molti abitanti facendosi costruire ognuno il proprio balcone di dimensioni a seconda dei propri gusti e bisogni, il risultato è uno spettacolo aberrante. Certo mi fa piacere che adesso torna alla ribalta, ma se non lo conoscessi e dovessi fare un Tour come quelli di cui sentiamo parlare ne resterei molto deluso. Approfitto per precisare che a ridosso del rione non c’è nessuna baraccopoli (per fortuna), forse ci si riferisce al rione Ascarelli (‘e palazzin’), ed effettivamente il rione nasce come alloggio per i ferrovieri. Da notare veramente è la chiesa Sacra Famiglia, Trasposta tanti anni fa dal centro storico e riprodotta precisamente come quella precedente, importante soprattutto per alcune opere interne di scuola caravaggesca e altre di Giuseppe Sammartino, l’autore del Cristo velato.

-Sto conoscendo il rione Luzzatti ,sento amore e sentimenti dai residenti.pensando al quartiere , lo sentivo estraneo ,fuori dal contesto cittadino ,non è così .E’ molto vissuto e come tutti gli altri rioni Napoletani è abbandonato a se stesso dalle autorità, specialmente i periferici .Non ho guardato la televisione,lo farò .

 

-Ho vissuto vent’anni in quel rione.

-Sono stata felice..appartengo ad una famiglia tutta al femminile.

-Il mio papà ci ha permesso di studiare per crearci un futuro indipendente..abbiamo frequentato tutte l.universita ed ho un ricordo felice di persone sane e meravigliose.

-Poi salendo di rango in zone molto meno popolari ho visto il degrado..

-Quello che fa male..Quello umano

-Anche io abitavo nel 51..affacciavo in piazza e la mia casa appartiene ancora a noi

-Mio nonno abitava all’ultimo piano della terza palazzina a dx. Ricordo che al centro del parco c’era una madonnina.

-Si.. vestita di bianco con altre bimbe l’abbiam portata

 

– Non per spirito di contraddizione ad ogni costo, ma per spirito di verità vorrei precisare, dal mio punto di vista, un po’ la storia delle baracche del Rione Luzzatti avendo vissuto quei tempi direttamente a contatto con quella realtà.

-La notizia della presenza di zingari e senzatetti tra le macerie dello stadio e della piscina durante gli eventi bellici la prenderei con le molle, a meno di testimonianze inoppugnabili perchè, i due impianti risultavano contigui alla linea ferroviaria e quindi oggetto di continui bombardamenti. Al termine della guerra la zona divenne lo sversatoio di tutte le macerie dei palazzi distrutti in tutta l’area della città, tant’è che quel posto noi ragazzi di allora lo indicavamo come ‘ncopp ‘o scarich.

-L’apporto cospicuo di materiali sul posto portò a farlo risultare elevato al di sopra del livello di partenza per lo meno di 8-9 metri.

-Lì per iniziativa personale di qualcuno ricordo solo la costruzione di due baracche (in una ci abitava un ragazzo mio coetaneo di nome Iennaro). Il grosso delle baracche ‘ncopp ‘o scarich fu realizzato invece dalle istituzioni intorno al 1952 (a ricordo, e sarei ben lieto se qualcuno mi correggerà). Le possiamo vedere con vista dall’attuale Piazza Coppola, nella condizione del 1955, sulle prime due foto, attinte dal sito della Parrocchia. Ed arriviamo quindi al 1958 quando le baracche furono distrutte e sul posto, liberato anche dalle macerie dello scarico, si procedette contestualmente, ad edificare l’attuale Rione Ascarelli.

-Al RIONE……Io ci sono nato nel 1961 e qui vi ho trascorso gl’anni più belli della mia vita.

 

-Era un rione perbene, destinato alle giovani coppie di ferrovieri…i nostri genitori crebbero sani e ben seguiti dai padri giuseppini e nella biblioteca ricca e fornita del benemerito prof.Collina. Ottimi professionisti e buone persone sono usciti dal Rione Luzzatti di un tempo…oggi degrado e abbandono lo hanno ingrigito e peggiorato. Peccato.

-ricordo anch’ io comunque nodo in gola le bellissime domeniche a casa dei nonni al Rione Luzzatti…tanta semplicità,tanto decoro e amore …il telefono nero,i dolci comprati da Cappuccio, il Sorteggio natalizio fatto con piccoli pacchettini di scarso valore economico,ma di tanto significato….il ghiaccio comprato alla ghiaccieria, perché non c’era il frigorifero, il ruoto al forno con le polpettine ….il Sorrisi e Canzoni…quanta semplice bellezza ci ha formato alla vita….

-Tiemp bell e na vota..tiemp bell addo’ stat..vuje c’avite lassate pecche’ nun tornate ? Forse ci manca la fanciullezza,la gioventù !

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