Nel cuore di Piazza del Gesù Nuovo, a Napoli, si erge uno dei monumenti più iconici e misteriosi della città: l’Obelisco dell’Immacolata, anche noto come Guglia della Concezione.
Eretto nel 1747, è l’ultimo dei tre grandi obelischi cittadini e rappresenta non solo un capolavoro del barocco napoletano, ma anche il segno di una devozione popolare intensa, costruito grazie alle collette del popolo e alla volontà del gesuita padre Francesco Pepe.
CURIOSITÀ STORICHE:
1. L’obelisco fu costruito dove prima si trovava una statua equestre di Filippo V, distrutta nel 1707 con l’arrivo delle truppe austriache.
2. Fu progettato da Giuseppe Genoino e realizzato sotto la direzione di Giuseppe Fiore.
3. Ogni 8 dicembre, i vigili del fuoco scalano la guglia per porre una corona di fiori sulla testa della Vergine. Un gesto simbolico che unisce sacro e popolare in un’unica tradizione secolare.
DETTAGLI ARTISTICI:
La guglia, alta 22 metri, fu decorata da Matteo Bottiglieri e Francesco Pagano. Le sculture che la adornano sono dedicate a importanti santi gesuiti come Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Francesco Regis, San Luigi Gonzaga e San Stanislao Kostka.
Sulla cima, la statua in rame dell’Immacolata Concezione, scolpita da Pagano, domina la piazza.
UNA LEGGENDA ANTICA…
Da un’angolazione precisa, il velo che copre il volto della Vergine sembra trasformarsi in un volto scheletrico che guarda verso il basso, quasi fosse una personificazione della morte. Alcuni giurano di vedere una falce o uno scettro tra le mani. Realtà o suggestione? Sta a voi deciderlo.
L’obelisco si trova nel centro della cosiddetta “isola gesuitica”, un complesso sviluppato tra il ‘500 e il ‘600 che comprende la chiesa del Gesù Nuovo, il palazzo delle Congregazioni e la Casa Professa dei Gesuiti.
Se vi trovate lì, alzate lo sguardo e lasciatevi colpire non solo dall’altezza della guglia, ma dalla stratificazione di arte, fede, leggenda e popolo che solo Napoli sa fondere con tanta naturalezza.
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