Piazza del Plebiscito, fin da quando si chiamava ancora largo di Palazzo ,ed ancora prima quando era solo uno slargo irregolare con la presenza di una chiesa per ogni lato, ha sempre presentato uno spazio centrale vuoto enorme a disposizione del popolo o dei reali di turno per qualsiasi tipo di manifestazione.
La storia che mi appresto a raccontare in questo post narra di abitudini ben radicate del popolo napoletano che ha sempre preteso ,a sua disposizione, questo spazio vuoto distruggendo ,o facendo scomparire, tutto ciò che lo ingombra.
Prendete come esempio la fontana dell’immacolata e il suo Gigante che, anche se ubicate in posizioni marginali alla piazza, prima l’uno poi l’altra, ebbero lo sfratto per destinazioni diverse.
Questo che vi narrerò quindi ,non sono accadimenti casuali.
Nel 1885, in piazza vi fù l’inaugurazione dell’acquedotto di Serìno con il quale si riuscì a risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico della città.
Per l’occasione venne collocata, in Piazza del Plebiscito, proprio in posizione centrale tra Palazzo Reale e chiesa di San Francesco di Paola, una fontana dalla quale sgorgava l’acqua del nuovo acquedotto.
La Fontana fu chiamata del Serìno ,dal paese nell’avellinese da dove proveniva l’acquedotto il cui nome ha antichissime origini derivanti dall’osco “sarino” cioè chiaro, appellativo che veniva dato alle sorgenti d’acqua purissima, e fu inaugurata il 10 maggio 1885 alla presenza di re Umberto, la sua consorte regina Margherita e il sindaco di Napoli Nicola Amore, che assistettero all’evento affacciati al balcone di Palazzo Reale.
Era costituita da una grande vasca dalla forma ampia e circolare in pietra arsa, priva di qualsiasi decorazione architettonica o artistica ma rallegrata da numerosi getti d’acqua.
Molteplici zampilli partivano dal bordo della vasca per gettarsi verso il centro del bacino, molti altri si elevavano per decine di metri da uno scoglio posizionato al centro riversandosi all’esterno e circondando il getto centrale, il più alto dell’intera composizione.
Ma questo nuovo ingombro riuscì a resistere solo 48 anni .ed anche in questo caso le amministrazioni napoletane furono insofferenti alla sua presenza, infatti nel 1933 venne smontata, probabilmente per evitare problemi di percorso al corteo delle nozze reali del principe Amedeo di Savoia e Anne Hélène Marie d’Orléans ,che uscendo dal Palazzo Reale .sarebbero dovuti procedere in linea diretta per l’ingresso della frontale chiesa di San Francesco di Paola.
Dopo 52 anni, l’esperimento della fontana in posizione centrale venne ritentato, e nel 1985 per festeggiare il centenario dell’Aman (l’attuale Arin), si credette opportuno risistemare l’antica fontana là dove era stata fin dalla fine del secolo scorso.
Vi era solo un problema, dove era finita la storica originale fontana?
Si pensò fosse negli scantinati del Palazzo Reale, e sembrava quindi che il problema fosse risolto poiché, notando una vasca dalle dimensioni quasi simili ,si pensò subito alla fontana del Serìno ,e questa fu l’idea per qualche giorno fin quando, dopo un’esame più approfondito, si scopri che l’oggetto misterioso non era altro che un’anonima mangiatoia delle stalle reali.
Ma ormai il progetto era partito, l’acqua doveva tornare a zampillare in piazza del Plebiscito come avvenne per l’inaugurazione dell’acquedotto del Serìno nel 1885, e visto che la fontana era ormai data per dispersa. il Comune trovò un’altra soluzione, se ne sarebbe costruita una nuova”,identica a quella misteriosamente scomparsa.
E così che ,grazie alla fantasia e alla costanza dei funzionari comunali di Napoli, in Piazza del Plebiscito spuntò una nuova fontana che ricordava quella che un secolo prima occupò la piazza.
Purtroppo come è di abitudini nelle procedure amministrative napoletane, appena dopo la cerimonia inaugurale anche questa copia in cemento e mattoni fu abbandonata ,e nel totale degrado, venne ufficialmente rimossa nel 1986 per la prima visita ufficiale a Napoli del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga il quale avrebbe dovuto percorrere la piazza (e anche a lui sarebbe stato un intralcio alla procedura…
Napoli, il Largo di Palazzo (attuale Piazza del Plebiscito), prima della sua sistemazione (lavori iniziati nel 1809)Il “largo di Palazzo” durante la rivoluzione del 1799, visibili il Gigante e la fontana dell’ImmacolatellaPiazza Plebiscito. San Francesco da Paola”. Cartolina. L’immagine si data a dopo il 1885, anno in cui fu inaugurata la Fontana del SerinoGiacomo Brogi (1822-1881) – Napoli, Piazza Plebiscito. La foto si data a dopo il 1888 per la presenza delle statue nelle nicchie di Palazzo Reale.Il matrimonio fra Amedeo d’Aosta ed Anna d’Orleans, 1927Inv.nr:LXVI:E.72.Piazza del Plebiscito – Fontana del Serino (inaugurata nel 1885, rimossa nel 1933; ripristinata nel 1985-86 per un anno in occasione del centenario)