A Napoli c’è un quartiere che si distingue da tutti gli altri per una particolarità che nessun altro ha.
Il “Borgo Marinari”, quel gruppo di casette sistemate tra Castel dell’Ovo e Pizzofalcone, una volta abitato da poveri marinari, forse la parte piu povera del popolo napoletano, ma che oggi rappresenta una élite abitativa, non è solo il primo quartiere in assoluto della città ma era la città stessa.
Nata più di 2000 anni fa su quell’isoletta che oggi è parte, per quando altri non lo ammettino, del panorama piu bello del mondo.
E per panorama non è inteso solo la parte che la natura indiscutibilmente offre agli occhi di tutti, ma comprende tutto l’insieme abitativo e architettonico che la rende unica.
Oggi il borgo è unito alla terraferma tramite un istmo artificiale e un ponte che la collega direttamente al quartiere di Santa Lucia.
Vive da più di 2000 anni per cui la sua storia ha molto da raccontare.
L’isolotto di Megaride già nel I secolo a. C. fu sede della Villa di Licinio Lucullo.
Nel V secolo vi si insediarono alcuni monaci Basiliani che fondarono il loro convento, dedicato prima a San Salvatore e, successivamente, a San Sebastiano e per questo motivo l isolotto venne chiamato Isolotto di San Salvatore, ma oggi del convento rimane solo la chiesa di San Salvatore.
Per un periodo sede anche dei pirati Saraceni che la usavano come base per le loro escursioni.
Per eliminare questa minaccia e il pericolo anche di invasione normanna, in tarda epoca ducale, i monaci vennero trasferiti, per far posto ad un fortilizio.
Ma i Normanni riuscirono ugualmente ad impadronirsene dando il via a quello che sarà Castel dell Ovo.
Per la sua posizione particolare, il Borgo ha conservato una particolarità, quella di formare una cittadella a se piena di bar, ristoranti, pizzerie e narghilè dove tutto è avvolto in un’atmosfera speciale, lontano dai ritmi frenetici della città e dove sembra che il tempo si sia fermato.
Con il buio è tutto ancora più suggestivo e sembra di non essere in pieno centro di Napoli.
C’è il mare tutto intorno e le strette vie del borgo sono animate di gente che entra e esce da bar e ristoranti.
Colpisce soprattutto il numero di locali in poco spazio: Zi Teresa, la Bersagliera, il Transatlantico dove una volta si vedevano ai tavoli personaggi comeTotò, Sofia Loren e tanti altri .
Ancora altri ristoranti e pizzerie come “La Scialuppa” e “Ciro” e tanti bar con tavolini dove trascorrere qualche ora in tranquillità.









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