Monumento equestre “Armando Diaz”

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📍 MONUMENTO EQUESTRE AD ARMANDO DIAZ – LARGO DIAZ, NAPOLI

Sul meraviglioso Lungomare di Napoli, tra il verde delle palme e la brezza marina, sorge il Monumento ad Armando Diaz, dedicato al celebre generale napoletano che portò l’Italia alla vittoria nella Prima Guerra Mondiale.

🔹 Chi era Armando Diaz?
Armando Diaz, nato a Napoli nel 1861 e morto nel 1928, fu un militare e stratega di grande abilità. Dopo la disfatta di Caporetto nel 1917, venne nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e riuscì a riorganizzare le truppe, portandole al trionfo nella battaglia di Vittorio Veneto del 1918. Grazie a lui, l’Italia ottenne una vittoria decisiva che portò alla fine del conflitto.

🔹 Il monumento
Realizzato nel 1936 dallo scultore Francesco Nagni, raffigura Diaz a cavallo in una posa solenne e imponente. Il basamento è decorato con bassorilievi che raccontano le gesta dell’esercito italiano. Si trova in una posizione privilegiata sul lungomare, con vista sul Golfo di Napoli e il Vesuvio.

Alla base della statua equestre è scolpito il celebre Bollettino della Vittoria, firmato da Diaz il 4 novembre 1918, con cui si annunciava la fine della Prima Guerra Mondiale e la sconfitta dell’Impero Austro-Ungarico. Un testo solenne, scolpito nella pietra, che merita qualche minuto di lettura e riflessione.

Ecco il testo completo della lapide:

La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S. M. il Re – Duce Supremo – l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed aspra per 41 mesi, è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 ottobre ed alla quale prendevano parte 51 divisioni italiane, 3 britanniche, 2 francesi, 1 ceco-slovacca ed 1 reggimento americano contro 63 divisioni austro-ungariche è finita.

La fulminea arditissima avanzata del 29° Corpo d’armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della 7ª armata e ad oriente da quelle della 1ª e 4ª, ha determinato ieri lo sfacelo totale del fronte avversario.

Dal Brenta al Torre l’irresistibile slancio della 12ª, della 8ª e della 10ª armata e delle divisioni di cavalleria ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura S. E. Buca d’Arsi avanza rapidamente alla testa della sua invitta 3ª armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già gloriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L’esercito austro-ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza dei giorni scorsi, nell’inseguimento ha perduto quantità ingentissime di materiale d’ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi: ha lasciato finora nelle nostre mani circa 300.000 prigionieri con interi stati maggiori e non meno di 5000 cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
4 Novembre 1918
Diaz

🔹 Perché visitarlo?
È uno dei simboli storici di Napoli, situato in un punto perfetto per una passeggiata tra arte, storia e paesaggi mozzafiato. È un luogo ricco di significato, che ricorda una delle figure più importanti della storia militare italiana. Da qui puoi scattare foto spettacolari con lo sfondo del mare e del Vesuvio.

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