Conoscere i particolari della storia di Napoli con letture semplici e sintetiche
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Guida turistica alla città di Napoli del 1908
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Ascolta la narrazione:
Strade, piazze e monumenti (11° parte)
Di fianco alla chiesa, dalla strada di Piedigrotta che va diritta al grande tunnel, si stacca quella che conduce in pochi momenti alla Grotta di Pozzuoli (prossima, come abbiamo detto, al nuovo tunnel), che alcuni scrittori credono lavoro greco-partenopeo, mentre altri l’ascrivono allo imperatore Augusto, e fatta per rendere più breve la distanza che separava Napoli da Cuma.
La grotta è scavata nel monte e restò, tal quale la fecero i Romani, fino al XIV secolo.
Fu regnando Alfonso I d’Aragona che essa da 4 metri di larghezza fu portata a 6, e da 12 di altezza a 16, in qualche luogo perfino a 25, restando sempre la sua lunghezza di metri 700, che si percorrono in 10 minuti.
In seguito il viceré don Fedro di Toledo avendo eretto, a sua dimora in Pozzuoli un sontuoso casino, fece condurre la profondità di questa grotta sino al piano della falda, ed in conseguenza, la fece abbassare sensibilmente ed ingrandire tanto che ci potessero passare insieme due carri.
Vi fece aprire altri spiragli sul monte, e la rese lastricata di pietre vesuviane.
Nei mesi di febbraio e di ottobre vi si osserva un curioso fenomeno: il sole si mostra ad una delle estremità, ridotto alle proporzioni di una stella ed i vividi suoi raggi attraversano come una linea brillante tutta l’estensione della grotta, scolorando la luce scialba del gas ed accrescendo di molto la naturale, tramandata dagli spiragli che di tratto in tratto rinvengonsi nella volta.
A sinistra di questa grotta s’ergeva il sepolcro di Virgilio come fu indicato da Elio Donato, scrittore della vita di lui, che lo situò, inter secundum lapidem, in via Puteolana.
Oggi resta 18 metri più in alto del livello della grotta.
Una scaletta che si scorge dalla strada presso la casa n. 9, sulla sinistra, vi conduce (ingresso, L. 1).
La costruzione del sepolcro di Virgilio é oggi interamente distrutta al di fuori.
Nello stato in cui ora si trova, non presenta né forma nè figura architettonica, ma un ammasso di rottami, che lo lascia appena discernere da lontano.
Internamente è una cameretta a volta, nelle cui mura vi sono 10 nicchie sepolcrali.
La più grande è creduta la tomba di Virgilio.
Nel 1554 il cardinale Bembo vi fece collocare una sua iscrizione latina in onore del grande poeta:
“Qui cìneris? Tumuli haec vestigia conditur olim llle hic qui cecinit pascua, rura duces.”
La strada di Piedigrotta. invece, va come dicemmo, direttamente all’imbocco del grande tunnel di Piedigrotta, notevole opera moderna; questa bella galleria, dritta, larga, ben selciata ed illuminata, è pressoché parallela all’antica galleria romana.
Verso la metà, a man destra, si trova l’ascensore di Posilipo, già da noi mentovato.
Percorre il tunnel il tram a vapore che mena dalla Torretta a Pozzuoli.
Uscendo dal tunnel, vediamo a noi davanti il sobborgo di Fuorigrotta e sulla destra la piazza Giacomo Leopardi colla vecchia Chiesa di San Vitale dichiarata monumento nazionale nel 1897 e restaurata nei primi anni del nostro secolo.
Da qui la via prosegue verso Bagnoli.
La via che, sotto il nome di strada di Mergellina parte sulla sinistra del piazzale della Torretta è per fermo una delle più amene ed interessanti; noi la descriveremo più oltre, parlando delle gite nei dintorni di Napoli e, precisamente, della prima e, per fermo, la più incantevole : da Napoli a Posillipo.
Dalla piazza Principe di Napoli corre, in direzione di Mergellina, lungo il mare. che è qui d’indescrivibile bellezza, la magnifica via Caracciolo unica in Italia per la sua estensione, grandezza ed incantevole posizione.
Costrutta dal 1870 al 1880, colmando per oltre 100 metri di larghezza il mare, lungo il lido che dal castello dell’Ovo conduce a Mergellina: avente da un lato gli ameni giardini della villa Nazionale, e dall’altro il bel golfo di Napoli: essa offre una delle più amene passeggiate in abili ed è il ritrovo favorito del ” bel mondo „ all’ora del corso; nei giorni festivi, poi, verso sera, carrozze d’ogni specie, dal più elegante equipaggio al semplice corricolo e una folla di pedoni, formicolano lungo questa bellissima via.
Sul lato settentrionale della Riviera di Chiaja, parecchie strade traversali conducono verso il quartiere del Vomero, al rione Amedeo, al parco Margherita (qui presso è la stazione inferiore della Funicolare Chiaja-Vomero.
Una di queste strade, il vico San Pasquale (ove si trovano la chiesa Anglicana ed il già mercato Nuovo, trasformato in cavallerizza militare), conduce alla strada Santa Teresa a Chiaja alla cui estremità occidentale si vede la Chiesa di Santa Teresa, o Santa Teresella a Chiaja, eretta nel 1625 sui disegni del Fansaga.
Volgendo a destra, arriviamo alla piazzetta dell’Ascensione, colla piccola chiesa dell’Ascensione o di San Michele, fondata nel 1360 da Cola d’Alife, cancelliere di re Roberto.
Nel 1602 il conte di Mola la fece ricostruire dal .Fansaga ed anni addietro venne rimodernata.
Dalla strada Santa Teresa proseguendo verso nord, si giunge alla via dei Mille e, piegando a sinistra, alla via Vittoria Colonna che immette nella piazza Parco Margherita.
Nella salita che vi ha a destra al fondo di questa piazza, nella via Margherita è la stazione inferiore della Funicolare di Chiaja al Vomero (prezzi: I cl., salita cent. 25, discesa, cent. 20; II cl., salita, cent. 15, discesa, cent. 10; partenza ogni 20 minuti dall’alba alla mezzanotte).
In continuazione, verso levante, della strada Santa Teresa, la strada Cavallerizza ci condurrà alla via dei Mille percorsa dal tram che scende dal Rione Amedeo per via Cavallerizza e per la strada Santa Caterina (a destra), alla…
Piazza dei Martiri di forma triangolare, co una colonna in marmo, innalzata nel 1864 in ricordo delle rivoluzioni del 1799, 1820, 1848, 1860, simboleggiate da quattro enormi leoni e dai martiri della libertà.
Quivi abbiamo a destra il palazzo Partanna, di fronte quello Calabritto, a sinistra il palazzo Nunziante, che fronteggia pure la vìa Domenico Morelli.
Sul fianco destro del palazzo Calabritto vi ha la via Calabritto (già Santa Caterina) che conduce diritto alla piazza Vittoria e, di fianco al palazzo Partanna, si apre la via Carlo Poerio (già vico Freddo a Chiaja) nella quale si trova la chiesa Calvinista.
La chiesa Scozzese, di stile gotico, è vicina al palazzo Nunziante, a fianco del giardinetto della piazza, nel vico Santa Maria a Cappella Vecchia.
Ritornando alla strada Santa Caterina, prima di passare nella strada di Chiaja, vediamo il palazzo Filangieri (ove morì Mercadante), nella via Gaetano Filangieri, ed attiguo, e formante angolo colla strada di Chiaja, il palazzo Miranda dei duchi di Ottajano eretto nel 1870 dal Barba.
Avviandoci per la strada di Chiaja vediamo, a sinistra una cancellata con gradinata e portone ed il palazzo merlato, già Judice, ora Francavilla (dei principi di Cellamare).
Segue poi, dalla stessa parte, il teatro Sannazzaro quindi l’arco che traversa la strada, detto il Ponte di Chiaja, ornato di sculture di Tito Angelini.
Esso unisce le colline di Pizzofalcone e di Sant’Elmo e venne eretto nel 1635 sotto il governo del viceré Fonseca de Zuniga.
Una scala di quasi 100 gradini mette sul ponte ed alla strada (detta perciò strada Ponte di Chiaja), la quale, a sinistra, traversa la piazza Santa Maria degli Angeli e conduce alla strada Monte di Dìo.
Al principio della via Monte di Dio, a destra, vi ha il Politeama Napolitano e lungo la via sorgono vari palazzi, fra cui quello dei duchi di Cassano Serra.
Gennaro Serra, uno dei martiri della libertà, mori sul patibolo nel 1799.
La via termina alla caserma di Pizzofalcone, ma prima s’incontra a destra la via Nunziatella colla chiesa e col collegio della Nunziatella (stabilito fin dal 1823 nel monastero annesso alla chiesa).
Via Chiaia e sullo sfondo l’arco dell’ingresso al Palazzo Cellammare.
Più sopra, in un vico chiuso, una gradinata dà accesso alia Chiesa del Monte di Dio rifatta dal Sanfelice.
Retrocedendo pel supportico Astuti che troviamo a destra e per la strada Solitaria che lo segue, arriviamo all’ex collegio di Marina (a fianco del ‘portico di San Francesco di Paola) ora Museo Napolitano (Scuola Industriale) sorto per iniziativa del principe Filangieri e che dà un potente impulso alle fabbriche napolitane.
Di qui, pochi passi ci conducono alla piazza del Plebiscito.
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