La casina Vanvitelliana – Una casa sull’acqua

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Per molto tempo si è creduto che la “fata dai capelli turchini,” del film “Le avventure di Pinocchio, abitasse nella zona del Fusaro, nei pressi di Bacoli.

Lago Fusaro (Bacoli) – Casina Vanvitelliana. Cartolina viaggiata nel 1906.

Vi ricordate nel film di Comencini quella piccola casetta in legno di forma circolare che galleggiava sulle acque di un laghetto ed era collegata alla terra ferma da un ponticello in legno in cui abitava la fatina del film?

In realtà il lungometraggio trovò la sua location originale più a nord, nel Lazio, sul Lago di Martignano e nelle Saline di Tarquinia a Viterbo.

Allora di chi è la casina sul Fusaro?

 

A metà XVIII secolo, precisamente nell’anno 1752, l’area del Fusaro era ancora scarsamente abitata e i Borbone ne vollero fare una riserva di caccia e pesca affidando a Luigi Vanvitelli le prime opere per la trasformazione e la bonifica dei luoghi.

Il lavoro fu completato 30 anni dopo da Carlo Vanvitelli, figlio di Luigi, che nel 1782 realizzò il Casino Reale di Caccia sul lago, a breve distanza dalla riva e collegata alla terraferma attraverso un pontile in legno, in pratica si trattava di un casino reale allora realizzato per scopi di caccia e di pesca.

 

Fusaro: Casina Reale (xilografia di Richard Brend’amour).1894

A pianta dodecagonale, si sviluppa su due livelli terrazzati, al piano inferiore si trova la Sala Circolare, all’epoca utilizzata per incontri conviviali e serate di gala, la cappella e gli ambienti di servizio si trovavano nel deambulatorio esterno alla sala.

Attraverso una rampa si giunge al piano Nobile, al quale poteva accedere solo la famiglia reale.

Una grande sala, detta delle Meraviglie, accoglie il visitatore, dove un tempo tra un finestrone e l’altro vi erano posizionate, in una sorta di continuità visiva tra il paesaggio esterno del lago e quello interno, le quattro stagioni del pittore paesaggista Filippo Hackert (1737 – 1807).

Al piano Nobile vi erano, inoltre, uno studio privato e una cameretta di servizio.

 

Jakob Philipp Hackert – Lago Fusaro con Casina Vanvitelliana. Il re Ferdinando IV di Borbone a caccia di folaghe. (Museo di Capodimonte, Napoli, Sala 43).

Per diversi anni ospitò importanti opere d’arte come i dipinti raffiguranti le quattro stagioni di Jakob Philipp Hackert e le tele in seta di San Leucio, che sfortunatamente furono trafugate durante i moti rivoluzionari del 1799 antecedenti alla nascita della Repubblica Partenopea.

Molte furono anche le personalità di spicco che la visitarono e vi soggiornarono: capi di stato e reali quali l’imperatore d’Austria Francesco II e consorte, l’arciduchessa Carolina, il principe e la principessa di Sassonia, lo zar Nicola I, la zarina di Russia Alexandra Fedorovna, Vittorio Emanuele III, ma anche artisti di fama internazionale come Wolfgang Amadeus Mozart, Gioachino Rossini, il Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi, Jacob Philipp Hackert, Anton Sminck Van Pitloo e Giacinto Gigante.

 

Veduta generale dell’Oyster Pakrs sul Lago Fusaro – 1865

Fu anche utilizzata come set cinematografico per le riprese dei film Ferdinando e Carolina (1999), Luca il contrabbandiere (1980) e L’imbroglio nel lenzuolo(2009).

La Casina purtroppo non rientra tra i beni culturali della Campania e non riceve quindi i contributi statali per la manutenzione, resta però incredibilmente bella e ben tenuta grazie ai volontari, abitanti del posto, che la conservano come un bene prezioso non solo simbolo di storia, ma anche luogo d’interesse culturale e cinematografico.

 

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