La casina Vanvitelliana (Una casina sull’acqua)

UNA CASA SULL’ ACQUA

Per molto tempo si è creduto che la “fata dai capelli turchini,” del film “Le avventure di Pinocchio, abitasse nella zona del Fusaro, nei pressi di Bacoli.
Vi ricordate nel film di Comencini quella piccola casetta in legno di forma circolare che galleggiava sulle acque di un laghetto ed era collegata alla terra ferma da un ponticello in legno in cui abitava la fatina del film?
Ecco, ne esiste una molto identica sulle acque del fusaro.
In realtà il lungometraggio di Luigi Comencini ha trovato le sue location originali più a nord, nel Lazio, sul Lago di Martignano e nelle Saline di Tarquinia a Viterbo.

Allora chi ci abita nella nostra casina?

A metà XVIII secolo, precisamente nell’anno 1752, l’area del Fusaro era ancora scarsamente abitata e i Borbone ne vollero fare una riserva di caccia e pesca. Affidarono a Luigi Vanvitelli le prime opere per la trasformazione e la bonifica dei luoghi.
Salito al trono Ferdinando IV, gli interventi furono completati da Carlo Vanvitelli, figlio di Luigi, che nel 1782 realizzò il Casino Reale di Caccia sul lago, a breve distanza dalla riva e collegata alla terraferma attraverso un pontile in legno.
In sostanza, si trattava di un casino reale allora realizzato per scopi di caccia e di pesca.
Questa Real Casina si configura come un vero e proprio gioiello architettonico, difatti per diversi anni ospitò importanti opere d’arte come i dipinti raffiguranti le quattro stagioni di Jakob Philipp Hackert e le tele in seta di San Leucio, che sfortunatamente furono trafugate durante i moti rivoluzionari del 1799 antecedenti alla nascita della Repubblica Partenopea.

Molte furono anche le personalità di spicco che la visitarono e vi soggiornarono: capi di stato e reali quali l’imperatore d’Austria Francesco II e consorte, l’arciduchessa Carolina, il principe e la principessa di Sassonia, lo zar Nicola I, la zarina di Russia Alexandra Fedorovna, Vittorio Emanuele III, ma anche artisti di fama internazionale come Wolfgang Amadeus Mozart, Gioachino Rossini, il Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi, Jacob Philipp Hackert, Anton Sminck Van Pitloo e Giacinto Gigante.
Che comunque fosse soprattutto un luogo di piacere è evidente anche soltanto dalla singolare disposizione dell’edificio, la cui collocazione a quarantacinque gradi rispetto a una ipotetica prospettiva dalla costa e la cui suggestiva sistemazione sul pelo dell’acqua (grazie a una duna sabbiosa nascosta dalla piattaforma circolare) denunciano il desiderio di suscitare meraviglia, quella meraviglia che ogni artista barocco auspicava s’accendesse nello spettatore dell’opera.
Fu anche utilizzata come set cinematografico per le riprese dei film Ferdinando e Carolina (1999), Luca il contrabbandiere (1980) e L’imbroglio nel lenzuolo(2009).
La Casina purtroppo non rientra tra i beni culturali della Campania e non riceve quindi i contributi statali per la manutenzione, resta però incredibilmente bella e ben tenuta grazie ai volontari, abitanti del posto, che la conservano come un bene prezioso non solo simbolo di storia, ma anche luogo d’interesse culturale e cinematografico.

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