Dal Dio Mitra alla stazione di metropolitana di Mergellina

Una foto anni ’30, chiarissima e di grande effetto emotivo, al centro è “piazza Piedigrotta” antistante la stazione metropolitana della linea 2 di Mergellina, da destra proviene “via Piedigrotta” in prosecuzione della “Riviera di Chiaia”, di fronte ha inizio la salita del corso Vittorio Emanuele, a sinistra ha inizio la “salita della Grotta” che porta all’ingresso della “Galleria 4 Giornate”, infine alle spalle del fotografo non vista vi è la “Salita Piedigrotta” proveniente da piazza Sannazaro e via Mergellina.

Piazza con Chiesa di Piedigrotta. Immagine anteriore al 1925-1927 (anno di costruzione della Stazione di Mergellina, mancante sull’immagine).

La stazione inquadrata inizialmente fù denominata “di Chiaia” ed entrò in servizio il 20 settembre 1925, due anni dopo, nel 1927, assunse la denominazione di “Napoli Mergellina”.

La realizzazione del Corso Vittorio Emanuele avvenne verso il 1850 e fu fortemente voluto dal re di Napoli Ferdinando II con l’intento di poter avere un asse viario che mettesse in diretto collegamento due parti della città poste agli opposti e, soprattutto, che collegasse in modo facile e agevole la città bassa col nascente quartiere del Vomero.

Santa Maria di Piedigrotta. Tunnel fra la zona di Piedigrotta e Fuorigrotta. Al suo interno vi era un ascensore che porta a Posillipo, publicizzato dalla scritta LIFT sulla parete della collina. Presente dietro la chiesa il vecchio campanile poi abbattuto per fare spazio alla ferrovia, mentre è già realizzato il basamento per il nuovo campanile sulla sinistra della chiesa. A destra fila di case che verranno abbattute entro il 1927 per realizzare la Stazione di Mergellina e piazzale antistante.

I progetti per la sua realizzazione divisero la strada in tre tronconi: il primo andava da Piedigrotta al convento di Suor Orsola Benincasa, il secondo da qui fino all’Infrascata (dal 1869 chiamata via Salvator Rosa) e infine il terzo, mai realizzato, sarebbe dovuto proseguire fino a  Capodimonte. 

Chiesa di Piedigrotta (prima della costruzione della Stazione di Napoli Mergellina, 1900

La nuova strada, che fu chiamata Corso Maria Teresa in onore della regina, fu tracciata il 6 aprile 1853 e il primo troncone fu completato nel 1860, poco prima dell’unità d’Italia. 

Ultima doverosa annotazione storica è riferita alla galleria “Quattro Giornate” costruita tra il 1882 e il 1885 per necessità di un nuovo traforo che collegasse Napoli alla zona Flegrea.

La Napoli vecchia e la Napoli nuova: Grotta di Pozzuoli. Ingresso dov’è la così detta tomba di Virgilio. Chiesa di Piedigrotta e nuovo tunnel.

 Venne scavata sotto la collina di Posillipo, proprio accanto alla Crypta Neapolitana, inizialmente chiamata “Grotta Nuova”, poi detta Galleria 1884 in quanto inaugurata in quell’anno, ponendo in disuso il tunnel di epoca romana.

Nel 1936 il traforo fu nuovamente battezzato con il nome di Galleria IX Maggio e, al termine della seconda guerra mondiale, il tunnel assunse il titolo commemorativo delle Quattro Giornate di Napoli.

Corso Vittorio Emanuele al suo incrocio con Via Pontano. Inizi ‘900
Purtroppo sulla sinistra non è visibile la chiesa di Santa Maria di Piedigrotta di cui però se ne vede la recinzione.

La chiesa è dedicata alla Natività di Maria ed eretta nel 1352 sul sito di una precedente chiesa del V secolo.

Nelle sue vicinanze sorgeva anche la piccola e antica cappella di Santa Maria dell’Itria costruita a sua volta su un precedente sacello del dio Priapo dove venivano celebrati riti orgiastici erotici settembrini che si svolgevano anticamente, con danze e canti osceni intorno al simulacro del dio.

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