Piazza Cavour – Da antico canalone a centralissima piazza

 

Attilio Pratella – Piazza Cavour ad incrocio con via Costantinopoli

Il napoletano è un dialetto che tendenzialmente accenta tutte le sillabe in fine di parola, soprattutto nelle parole straniere come computer – computèr, ma a volte la volontà di correggersi porta a compiere l’errore opposto, cioè non accentare sull’ultima sillaba parole che di regola, invece, vanno accentate, per cui quella che per Napoli è sempre stata Piazza Cávour in realtà è Piazza Cavòur, chiaramente leggendolo alla francese “Cavùr”, derivante dalla dedica del largo allo statista italiano Camillo Paolo Filippo Giulio Benso conte di Cavoùr, , paesino italiano situato all’inizio della Valle Po, non lontano dalla sorgente del fiume, e si trova proprio sul confine tra la Città metropolitana di Torino e quella di Cuneo.

Stazione metropolitana linea 2. anni ’20.

Tornando alla storia della nostra piazza, essa nei secoli ha cambiato completamente volto e così come la vedete adesso non si immaginerebbe neanche la sua antica origine.

Per molti secoli fece da confine alla murazione della città poiché il muro fu costruito a ridosso di quello che una volta era un profondo canalone che partiva dalla parte più alta nei pressi del museo (caponapoli che era la parte più alta dell’antica città) fino a disperdersi lungo via Foria raccogliendo tutte le acque che provenivano dalla collina del Vomero e da Capodimonte.

Piazza Cavour con il fabbricato del Museo sullo sfondo, a cavallo dei secoli XIX e XX

Per uscire dalla città si accedeva da porta san Gennaro, la più antica ancora esistente, da cui per arrivare alla collina dei Vergini dove vi erano le catacombe di san Gennaro, si doveva attraversare un ponte che scavalcava il canalone percorso da impetuose acque.

Piazza Cavour con al centro la chiesa di Santa Maria delle Pigne-

Un largo per molti secoli dell’esistenza della città, rimasto selvaggio, e qui vi si stabilì parte dell’esercito di Belisario durante l’assedio di Napoli, una volta riusciti ad aprire la porta con un espediente, tutto l’esercito entrò per porta San Gennaro.

Solo nel 1500 durante il viceregno di Don Pedro di Toledo, vi si costruirono i primi edifici tra cui il Palazzo della Cavallerizza (oggi Museo Archeologico Nazionale) e la zona bassa della Stella, detta le Cavaiole perché vi risiedevano le famiglie di quei della Cava (cioè Cava De’ Tirreni), raggiungibile tramite un ponte costruito nell’ambito dell’edificazione della porta di Costantinopoli, il quale scavalcando il fossato collegava la zona con la porta e quindi con la città.

 

Chiesa di Santa Maria delle Grazie e Cinema Partenope

Nel 1812 Gioacchino Murat provvede alla risistemazione di tutto l’asse stradale dal Museo fino all’Albergo dei Poveri e oltre, comportando il riempimento dei fossati del largo e l’adeguamento edilizio delle costruzioni che rendevano angusto il passaggio.

La piazza tuttavia rimase per tutto il XIX secolo un luogo senza forma né ordine: casupole, baracche, botteghe di marmisti e altri mestieri all’aperto pullulavano nella piazza, la quale era anche luogo ideale per l’allestimento di circhi, fiere ed esposizioni di vario genere.

 

Piazza Cavour (dopo la ripavimentazione della strada con cubetti di porfido, da parte del Comune)

Nel 1870 la piazza fu adornata dai giardini che tuttora esistono, ripristinando il verde che era stato rimosso nella figura degli storici pini nel 1730 e che davano alla piazza il nome di “Largo delle Pigne”.

Nel 1925 fu costruita la stazione della direttissima, il passante ferroviario che collegava Napoli direttamente con Roma, oggi chiamata linea 2.

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