Le torri aragonesi

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Le uniche torri aragonesi abbattute al centro di piazza Garibaldi di cui si ha ancora un ricordo

Sono li da un millennio, costruite per difendere la città contro ogni tipo di aggressione e, fino ad ora, sono riusciti nella loro missione.

Le torri aragonesi erano il vanto della città di Napoli, in tanti gli eserciti che invano hanno provato a scavalcarle, altri che hanno rinunciato solo guardando la loro possenza e la loro conformazione.

Altri eserciti sono riusciti a valicarleper poi usarle a loro difesa.

Ma ora, dopo mille anni di “duro e glorioso lavoro difensivo”, sono sul punto di cedere, è stata finalmente inventata l’arma che può distruggerle e farle sparire, cosi come è gia successo a più della metà di loro, sparite senza riconoscenza, senza gloria.

Quelle che resistono ancora, sono le torri che vivono tra il popolo, sembra strano ma il popolo stesso, inglobandole nei loro manufatti, le hanno preservate dalla distruzione attuata in nome della civiltà, unica arma che sia riuscita ad annientarle.

LE TORRI INVISIBILI

La Brava e la Spinelli

 

La murazione aragonese, di cui godiamo ancora della loro vista, ha inizio da via Nuova Marina dove due torri, utilizzate fino a pochi anni fa come sporchi e fatiscienti spartitraffico, si sono trovate al centro del nuovo grande asse viario, via Nuova Marina,  circondate da giardini incolti da decenni residenza di barboni ed extracomunitari.

 

Talmente sepolti da materiale urbano che al momento della loro riattazione e pulizia, si scoprì, nel fossato di una di esse, una porticina da cui si accedeva in una piccola cella (guardiola de sbirri) dove dimoravano i condannati a morte prima di raggiungere piazza del Mercato ed essere giustiziati.

Tra questi, la rivoluzionaria giacobina Pimentel Fonseca.

 

 

La Fedelissima

Lasciate le due torri, percorriamo via Soprammuro attraversando lo spazio occupato, fino al secolo scorso,  dal “leggendario” (poiché nulla più ormai esiste di esso) castello del Carmine.

Lungo il percorso sarai attratto da una  gustosissima pescheria la quale non solo è adornata da ombrelloni e mercanzia ittica, ma tra i suoi arredi troverai anche una delle nostre torri ingentilita, sulla sua sommità, da un terrazzino floreale di un condominio che probabilmente si vanterà di avere a mo di giardino pensile una torre aragonese.

 

Forse grazie al suo nome , La Fedelissima”, non ha ancora abbandonato sconfortata la sua posizione e continua imperterrita a fare da guardia li dove il suo antico regnante l’ha posizionata.

L’ Aragonese

Continuiamo lungo Sopramuro tra pesci, salumi, alimentari, mercanzie cinesi e thailandesi e le immancabili pizze, attraversiamo porta Nolana e arriviamo all’incrocio con via Marco di Lorenzo, poco prima di uscire su piazza Garibaldi.

Qui dobbiamo essere forti per non farci sopraffare dalla commozione, la nobilissima torre “Aragona” dal potente e altisonante nome, mostra evidenti segni di una aspra e violenta battaglia combattuta contro le armi dell’abbandono e dell’ incuria, le armi della civiltà contro cui purtroppo si è definitivamente arresa pur restando ancora in piedi grazie alla sua robusta costituzione.

Parzialmente carbonizzata, parzialmente demolita, adornata di un balconcino di costruzione recente ma non più utilizzato, la nostra torre sopravvive solo perchè un albergo ha pensato bene di utilizzarla  come pilastro di fondazione contando sulla sua millenaria robustezza.

La foto è stata possibile solo perché al momento era straordinariamente libera dalle tante persone che H24 sostano ai suoi piedi intenti ai loro traffici “multirazziali e multifunzionali”.


La Gloria

Continuando sulle orme delle proprie sorelle “Aragona” e “Fedelissima” un’altra torre mostra la sua indistruttibilita’ adeguandosi e confondendosi al popolo napoletano, diventando parte del suo tessuto osseo accogliendoli nel suo ventre materno.

Da notare come ha saputo trasformarsi in basamento di un condominio che ha preso la sua stessa forma, e da ammirare ancora come le merlature della murazione si offrono al popolo facendo loro da ripiano alle finestre, popolo fortunato colui che può vantarsi ancora di affacciarsi da quei merli da cui millenni di “soldataglia” difendeva la città contro ogni tipo di invasore proveniente da tutto il mondo di allora.

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E ancora notiamo come il termine del muro che si innestava nella torre di Porta Capuana sarebbe rimasto cieco e amorfo se non fosse rallegrato da una verandina di alluminio che ne delizia le linee.

SANT’ ANNA

Tra tutte le sue sorelle, è l’unica, come un cordone ombelicale, ad essere rimasta collegata con circa 50 metri di murazione originale, alla “madre” porta Capuana.

Ma questa situazione, oltre alla “divina” presenza alle sue spalle come risulta dalle foto allegate, della chiesa di Santa Caterina a Formiello, di cui si distingue il cupolone, primo del suo genere in Italia, non è servita a farle avere un trattamento di riguardo.

E’ ancora parzialmente integra, ma solo perché costruita possente e robusta non essendoci stato nessun aiuto da parte di alcuna amministrazione competente per la sua preservazione se non fugaci lavori di pulizia esterna.

È la prima a mostrarsi su una via principale e questa volta una torre non viene usata ne come basamento ne come giardino pensile, ma sfido il 50% dei napoletani che passano da li ad affermare di averla notata.

La Duchesca

E se fino ad ora abbiamo evitato di piangere, ora purtroppo non sarà piu possibile e una vena di sconforto assalirà i nostri cuori gonfiando gli occhi di lacrime amare…ma a qualcuno potrebbe anche far sorridere.

Da via Rosaroll ci incamminiamo per vico santa Caterina a Formiello rasentando i palazzi, magari la toccherete anche ma non vi accorgerete di nulla, non farete distinzione tra un muro di palazzo secolare e una parete di una torre millenaria.

La piu nascosta di tutte, la piu ben mimetizzata, sembra quasi si diverta a nascondersi, provate a scherzare con un amico a “trova l’intruso”, lo vedrete in difficoltà, ho abitato per 20 anni a 100 metri di distanza ma non l’avevo mai vista.

Lei fa finta di nulla, totalmente indifferente, forse ha vergogna di farsi vedere o magari si crederà ormai un edificio come quelli che l’hanno assediata.

Una domanda sorge spontanea…ma il suo interno, probabilmente abitato e arredato, come sara???? Che voglia di visitarla.

La torre “San Michele”

Dopo quello che fino ad ora abbiamo visto, credo che niente più potrà impressionarci, ed è per questo che la torre san Michele, anch’essa maltrattata e violentata da anni di incuria, nonostante possa fare ancora bella mostra di se.

Essa è posta all’incrocio tra via Rosaroll e salita Pontenuovo, salita così chiamata poiché da essa si accedeva ad un ponte che scavalcava via Rosaroll, una volta profondo letto di torrente.

A sua difesa dei timidissimi e vergognosissimi tentativi di una recinzione di sicurezza che dovrebbe evitare un passaggio ravvicinato alle persone, visto che rischia anche di perdere qualche pezzo…di storica pietra.


Qui finisce la carrellata delle nostre care torri, un grazie a re Ferrante D’Aragona per averle costruite così potenti per proteggere la nostra città di allora, e per conservare la nostra storia oggi.

3 Risposte a “Le torri aragonesi”

  1. vivo a 20 metri dalla torre “Gloria”, e mi viene da piangere ogni volta. Certo, anche le torri “Onore” e “Virtù” non sono messe poi tanto meglio. Come le altre mostrate. Strappa il cuore dal petto. L’incuria, l’indifferenza, la semplicemente banale sciatteria nel buttare nel cesso opere magnifiche come queste dovrebbe togliere il sonno ad ogni amministrazione…ma tutto tace, da sempre.
    Com’è possibile un abusivismo talmente plateale venir sempre tollerato in questa città?

    1. Nella recensione ho tenuto presente solo le torri singole e non quelle delle porte di ingresso, altrimenti avrei dovuto tener presente anche quelle di Porta Nolana e Porta Capuana

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