Via Chiatamone

UNA STRADA PROIBITA

Fino al momento dell’unità d’Italia, chi dalla riviera di Chiaia volesse recarsi a Napoli oltrepassando Pizzofalcone, aveva due strade alternative.

Dalla parte interna, attraversando via Chiaia ma avrebbe dovuto aspettare solo il XIX secolo per percorrerla in sicurezza poiché zona malfamata e insicura nel percorso, e per via Chiatamone,  ma qui andava anche peggio per le ragioni che vi racconterò appresso.

l nome di questa via deriva dal greco “Platamòn”, che significherebbe: “rupe scavata da grotte”. E in effetti, situata tra la rupe del Monte Echia e il mare, risulta essere conseguenza dell’azione del mare, il quale, avrebbe scavato nella roccia, creando insenature simili a grotte.

Sembra che dalle sue cave si estraeva il tufo necessario per le costruzioni: molto probabile proprio da quella zona si è estrapolato il tufo per la costruzione del Ponte della Maddalena a San Giovanni a Teduccio.

Prima sede di riti mitriaci, legati alla divinità Mitra, poi dei Cenobiti ( monaci cristiani le cui prime comunità risalgono al IV secolo. nel Medioevo, nel XVI secolo) le grotte furono oggetto di scandalo per le attività orgiastiche di cui divenne scenario, ed è per tale ragione che il Viceré Pedro de Toledo dovette ostruirle.

L’aspetto di Via Chiatamone fino al 1565 era quello di una strada sterrata, abbastanza selvaggia, in cui gli affari legati alla promiscuità erano facilmente attuabili. La svolta muraria del 1565 cambiò solo apparentemente la natura del Chiatamone: la cinta muraria che fu costruita trasformò la strada in una via da passeggio, ampia e piacevole, creando un luogo di svago signorile. Tuttavia, la zona non mutò la sua identità selvaggia e la promiscuità tra popolane, gli aristocratici, i militari e i viaggiatori continuò a destare scandalo per chi vi passava.

La strada vera e propria venne costruita in epoca aragonese, più volte distrutta dalle mareggiate e più volte rifatta. Nel 700 e 800 divenne una strada tra le più eleganti della città ospitando tra gli altri il casino del principe Francavilla, il famoso Albergo delle Crocelle e il Casino Reale.

Ma alla fine del XIX secolo, nell’ambito dei lavori di Risanamento, si assistette ad una colmata a mare, che fece arretrare monte Echia. Via Chiatamone, che prima si presentava, quindi, spaziosa e panoramica, perse la funzione di costa: infatti la colmata creò l’attuale via Partenope, riducendo il Chiatamone a via adiacente. 

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