Un triste lungomare, via Nazario Sauro

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Una vecchia foto dell’immediato dopoguerra, purtroppo l’immagine è molto sfogata ma si riconoscono perfettamente i luoghi inquadrati.

In alto sulla sinistra è riconoscibile il primo castello cittadino, Castel dell’Ovo, ai suoi piedi il porticciuolo con il borgo di Santa Lucia, al centro si intravede la sagoma della fontana dell’Immacolatella, collocata nel 1906 sullo slargo terminale di via Partenope nel punto dove inizia via Nazario Sauro, strada ottenuta in seguito alla colmata su via Santa Lucia.

Nel margine destro della foto fanno bella mostra di se i palazzi piu eleganti e aristocratici della Città, ancora cinquantenni e risultato dei lavori della colmata che prosciugarono il mare di Santa Lucia per creare il loro basamento.

Davanti a loro uno scorcio della rotonda su via Nazario Sauro nel cui centro è collocata la statua di Umberto I re d’Italia.

Il terreno che vediamo riportato e scosceso sul mare, non appartiene, come si potrebbe pensare, alla colmata poichè la foto è di circa 50 anni dopo l’avvenimento, nel periodo dell’immediato secondo dopoguerra, ma purtroppo sono i ruderi dei palazzi di tutta Napoli demoliti dai bombardamenti alleati.

Sembra che questo riporto sia servito a costruire o forse a modificare o ingrandire, la scogliera che protegge il porticciolo del Molosiglio lungo circa 300 metri e dove hanno sede la “Lega Navale” e il “Circolo Canottieri Napoli”.

Quante volte avete percorso le sere d’estate questo tratto di fantastico lungomare pensando a quando romanticismo sia stato messo nel realizzare un passeggio simile da cui si possono ammirare i giardini del Molosiglio, il Palazzo Reale, il lungomare e tutto il golfo.

Da oggi però saprete che non sono state solo ideologie romantiche a creare il lungomare più bello del mondo, quando camminerete su di esso guardate i vostri passi, state calpestando quello che resta di centinaia di appartamenti di napoletani che oltre a perdere le loro case in una guerra crudele non voluta e non capita da nessuno di essi, in quelle macerie vi persero anche la vita.

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