Trebula balliensis

Prima ancora che i romani si impadronissero della penisola italica e di gran parte dell’Europa, i nostri territori erano abitati da tante altre popolazioni indigene provenienti da più parti.

Nella provincia di Caserta sono stati trovati i resti di una grande cittadina fondata dagli Osci prima ancora dell’arrivo dei romani, Trebula Balliensis.

Di origine sannitica, il nucleo centrale del loro insediamento era l’entroterra del Golfo di Napoli estendendo la loro influenza verso est e verso sud, fino all’attuale Calabria settentrionale.

Tribù osche abitarono l’isola di Vivara e quando i coloni greci vennero sulle coste di Cuma per fondarvi la città, trovarono sulla collina dell’acropoli un insediamento osco. Furono fondate da genti osche anche Pompei ed Ercolano, nel VI secolo a.C., Alife e Atella.

Nel V secolo a.C. gli Osci furono sottomessi dai Sanniti, altro popolo a loro molto affine, e infine dai Romani, che conquistarono l’area nel corso del IV secolo a.C., a seguito delle Guerre sannitiche.

In provincia di Caserta, nella frazione del comune di Pontelatone, esistono dei reperti relativi ad un loro antico sito già abitato in età preromana corrispondente all’odierna Treglia (Trebula).

Nel IX secolo a.C., prima della fondazione di Roma, opera degli Osci, sorse il primo nucleo abitato di Trebula, indipendente fino al VI secolo a.C. quando fu occupato dai sanniti caudini.

llearsi con Roma: fu così che Trebula diventò “civitas foederata“.

Inizialmente alleata di Annibale insieme a Capua e altri centri campani, nel 215 a.C. diventando “municipium”.

Il nome Trebula è accompagnato dell’attributo di Balliensis o Balliniensis, per distinguerla da altre due città antiche omonime, Trebula Mutuesca in Sabina e Trebula Suffenas, l’attuale Ciciliano, nei pressi di Tivoli.

L’antico abitato di Trebula si articolava in due nuclei principali: l’acropoli sul colle Monticelli (477 m) ed il sottostante abitato sannitico-romano sul pianoro denominato La Corte, entrambi delimitati dall‘imponente cinta muraria sannitica, all’interno della quale si è poi sviluppata, a partire dal II secolo a.C., la città romana.

Ritrovati nel secolo scorso anche resti del teatro nei cui pressi sono state a più riprese rinvenute statue ed iscrizioni pubbliche da indurre a ipotizzare che in questa zona centrale della città antica si trovasse anche il foro.

Nel 1976, uno scavo condotto al centro dell’abitato antico ha portato in luce le terme pubbliche, probabilmente da identificare con le ‘terme costantiniane’.

Nell’anno 2007 è infine iniziato uno scavo archeologico che ha consentito di scoprire e scavare la grande porta megalitica occidentale del tipo “a tenaglia esterna e corridoio interno”, forse la più grande d’Europa di tale tipologia.

Un’ennesimo scavo ha permesso il ritrovamento di una grande tomba a camera semipogea, e sono state restaurate le terme formate da numerosi vani, oltre a due strade basolate adiacenti.

Sono state indagate anche numerose tombe di età imperiale ed alcune sannitiche con ricchi corredi.

Infine è stata posta in luce anche una fornace preromana obliterata dalla costruzione delle mura.

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