San Nicola a Nilo – Spaccanapoli

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Il Palazzo Mari occupava quasi tutta la parte sud dell’isolato compreso tra vico San Nicola, vico Fico e i due decumani ad eccezione della parte ceduta ai Carafa di Montorio per l’ampliamento del loro palazzo.

 

Dopo il 1647 lo stabile venne donato a tale Sabato Anella, droghiere che vi ospitò i bambini rimasti orfani dei genitori a seguito della rivolta di Masaniello.

Inizialmente l’uomo li accompagnava a chiedere l’elemosina nelle strade della città e la sera trovarono riparo in una casa di sua proprietà, nei pressi del Sedile di Porto.

Successivamente il viceré Conte di Onate, impietosito da questi piccoli orfani, chiese aiuto al marchese de’ Mari che per ospitarli donò il suo palazzo, accanto al quale fu costruita una piccola chiesa dedicata a San Nicola Vescovo di Mira, protettore degli orfani e dei droghieri.

Nel corso del tempo, il ritiro si trasformò in conservatorio aperto anche ad adolescenti più agiati.

L’aspetto attuale, caratterizzato da una scalinata curva a doppio rampante, risale al 1705 su progetto di Giuseppe Lucchesi Prezzolini il quale venne incaricato del rifacimento del complesso e della chiesa.

Ancora nel dopoguerra il conservatorio era una casa-albergo per anziani.

 

Dopo i danni del terremoto dell’Irpinia del 1980 e il successivo restauro il complesso è stato assegnato alla Comunità di Sant’Egidio.

 

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