Ponte via Chiaia

   E‘ appena terminata la prima grande guerra, siamo intorno all’anno ’19 del secolo scorso, percorriamo via Chiaia provenendo da piazza del Plebiscito e ci dirigiamo verso via S. Caterina al cospetto della omonima chiesa francescana, o verso via Filangieri se preferite, la più lussuosa e aristocratica strada di tutta Napoli.

   Il soggetto principale nell’immagine in bianco è il “Ponte di Chiaia”(1)(2), costruito nel 1636 dal viceré Manuel de Acevedo y Zúñiga conte di Monterey per collegare la collina di Pizzofalcone al resto del Vomero.

   Nell’angolo sulla sinistra è inglobato l’ascensore “Chiaia”, sull’ingresso del manufatto si vede parte della tabella che ne indica la presenza e con il quale è possibile raggiungere velocemente via Giovanni Nicotera, la strada che passa sul ponte, e alla stessa destinazione porta anche la cassa scale di fianco all’ascensore.

   Guardando la foto una curiosità da notare per comprendere che l’attività pubblicitaria non è solo prerogativa dei nostri giorni, si vede un uomo che appoggia al muro una lunga scala probabilmente per affiggere della pubblicità in un tabellone predisposto e suo sarà quel piccolo camioncino fermo nella strada.

   Questa elegantissima strada, alcuni secoli fà, non era altro che un torrente formato da acque provenienti da Pizzofalcone e dal Vomero, mentre nell’epoca romana, l’allora proprietario dell’intera collina di Pizzofalcone, il mitico Lucullo, fece scavare questi torrenti per far si che il mare, proveniente dalla riviera di Chiaia e da Piazza Plebiscito, circondasse completamente la collina per dare al suo possedimento una forma insulare.

 

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