Curiosità in Piazza San Ferdinando

La foto allegata probabilmente di inizio secolo XX mostra un gruppo di persone interessate a guardare qualcosa di crioso in alto. Siamo in piazza San Ferdinando in seguito rinominata piazza Trieste e Trento, sulla sinistra è visibile il bar Gambrinus, al centro ha inizio via Toledo mentre sulla destra è riconoscibile la chiesa di San Ferdinando.

La storia:

La foto allegata di inizio secolo XX mostra quello slargo che dal 1919 viene denominato “Piazza Trieste e Trento” in celebrazione della riconquista delle due città nella vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale.

Fino ad allora lo stesso slargo era chiamato “san Ferdinando” per la presenza della chiesa di san Ferdinando del 1641, visibile in alto a destra, e che originariamente doveva essere dedicata a san Francesco Saverio.

Il telone coprisole commerciale che si nota da dietro l’angolo del fabbricato a sinistra appartiene al “Gran Caffè Gambrinus”, storico locale il cui nome deriva dal mitologico re delle Fiandre Joannus Primus, considerato patrono della birra, e che rientra tuttora fra i primi dieci Caffè d’Italia facente parte dell’Associazione Locali Storici d’Italia.

Fondato nel 1860, il “Gran Caffè” riscosse immediatamente un enorme successo da parte della popolazione di ogni ceto per le preziose opere di pasticceri, gelatai, e baristi, di cui si avvalse il suo fondatore, e ciò gli procurò il riconoscimento per decreto di “Fornitore della Real Casa”.

Fu frequentato da numerosi personaggi storici quali Gabriele D’Annunzio che avrebbe scritto ai tavolini del caffè la poesia ‘A Vucchella, Benedetto Croce, Matilde Serao, Eduardo Scarpetta, Totò e i De Filippo, Ernest Hemingway, Oscar Wilde, Jean Paul Sartre, fra gli altri, e anche l’Imperatrice d’Austria Sissi, Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach nel suo viaggio a Napoli nel 1890, vi si si fermò.

E’ proprio in riferimento a queste regali origini, in questa foto vediamo raggruppati elegantissimi signori “impagliettati” e ufficiali del regno con il tipico copricapo umbertino, fermi nei pressi del bar in angolo con l’odierno Palazzo della Prefettura, realizzato nel 1815, sull’area del convento del Santo Spirito del 1326, da re Ferdinando per poter ospitare i forestieri che venivano a visitare la sua corte.

Ma ce un particolare degno di nota che crea l’argomento principale di questo articolo.

Qualcuno del gruppo dei signori guarda direttamente la macchina del fotografo appostatosi quasi al centro di piazza Plebiscito con alla sua sinistra la chiesa di san Francesco di Paola e a destra il Palazzo Reale, ma c’è qualcosa in alto che attira l’attenzione di gran parte di loro.

Il loro sguardo volge verso la collina “Monte di Dio” al di sopra del Monastero di San Francesco, a cercare di vedere qualcosa con non poche difficoltà, visto che in quella direzione stava appena calando il sole.

Purtroppo non ci è dato sapere la giusta data dello scatto e quindi si può giungere a ben tre ipotesi di quello che il gruppo stia cercando di osservare: 

  • – Potrebbe essere, visto che qualcuno sembra mettersi degli specchietti davanti agli occhi, la parziale eclisse di sole del 30/08/1905, ma è improbabile poichè l’abbigliamento dei signori non è certo idoneo per il periodo.
  • – Il passaggio del dirigibile militare italiano che alle ore 13,45 del 31/10 del 1909, in ritorno da Bracciano, eseguì in quella occasione varie evoluzioni per circa un ora.
  • – Il passaggio della cometa Halley del 9.5.1910, questo passaggio fu particolarmente rilevante non solo perchè fù la prima orbita della cometa di cui esistono testimonianze fotografiche, ma fù anche un passaggio relativamente ravvicinato alla Terra creando spettacolari vedute, con la Terra che si trovò ad attraversare la sua coda. 

Il 13 gennaio di quell’anno, Tolstoj scrisse in merito nel Diario:

«La cometa sta per catturare la Terra, annientare il mondo, e distruggere tutte le conseguenze materiali della mia attività e delle attività di tutti. Ciò prova che tutte le attività materiali, e le loro presunte conseguenze materiali, sono prive di senso. Solo ha un senso l’attività spirituale…»

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