Le origini di via Pessina

 Una foto molto rara e di una prospettiva forse unica in cui è inquadrata via Pessina in direzione piazza Dante.

Veduta di via Pessina dal lato del Museo Nazionale (sulla sinistra).

Per la data dello scatto ho qualche dubbio, tante carrozze, nessun veicolo e particolari non molto chiari per poter identificare qualche elemento utile.

La stessa immagine ai tempi odierni dalla stessa angolazione

Si potrebbe pensare ad un inizio secolo XX quindi prima della prima grande guerra, ma se quella coppia di “linee nere” che si intravedono in alto sulla destra sono cavi filoviari, allora c’è da fare un salto in avanti di ben 30 anni poichè a Napoli si progettò la sostituzione dei tram con l’introduzione di linee filoviarie solo dal 1937, ma mi sembrano troppo alte per una linea filoviaria e le prime che sarebbero passate da lì in direzione piazza Vanvitelli, avrebbero dovuto aspettare solo il 1952.

L’immagine inquadra l’inizio di via Pessina in direzione via Roma, infatti il fotografo è posizionato sulla salita di via Santa Teresa degli Scalzi che ha alle sue spalle e la cui realizzazione già da un secolo permetteva di raggiungere Capodimonte grazie alla costruzione del ponte della Sanità nel decennio francese di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Muràt.

Via Santa Teresa degli Scalzi, in pratica la strada che il fotografo si trova alle spalle e probabilmente anche lo stesso periodo storico.

Sulla destra non vista confluisce via Salvator Rosa che nello stesso punto incontra via Salvatore Tommasi di cui si intravede sulla destra in alto il muretto di contenimento sulla collinetta di san Potito, soprannominato ancora oggi “o cavone” perchè antico letto di torrente proveniente dalla collina del Vomero e che confluiva con altri torrenti in via Toledo per riversarsi a mare nei pressi di piazza Municipio, l’antico porto di Neapolis.

In pratica è l’incrocio che si trova al fianco del fotografo, alle spalle sulla destra della foto si vede Santa Teesa degli Scalzi mentre sulla sinistra confluisce via Salvator Rosa. Quel piccolo manufatto che si nota al centro esiste ancora.

Sul fianco sinistro di via Pessina si nota il maestoso ingresso della galleria “Principe di Napoli” costruita qualche decennio prima dello scatto.

Sull’area ora occupata dalla galleria, dalla fine del XVI secolo vi erano le “fosse del grano”‘, il deposito granario della città di cui nel 1852 ne verrà proposta la demolizione per permettere il prolungamento di via Toledo fino al palazzo del Museo creando l’attuale via Pessina.

La galleria “Principe di Napoli” nel 1965 quando fu interessata da un crollo parziale di fronte all’ingresso del Museo.

Nei lavori, oltre ad altri palazzi, nel 1853 fu abbattuta anche la porta di Costantinopoli situata all’altro capo della galleria e ad inizio della omonima strada e tutte e due derivanti dalla chiesa di S. Maria di Costantinopoli realizzata nel 1575 a ricordo dello scampato pericolo a Napoli di un’altra pestilenza.

Sulla estrema sinistra della foto ci fà l’occhiolino lo spigolo del palazzo del Museo, anche questo antichissimo manufatto il cui primo mattone ricorda il 1585 e diventato di volta in volta “caserma di cavalleria”, “palazzo degli studi”, “Museo Nazionale”.

Una simpatica cartolina ricolorata del Museo Nazionale prima delle due grandi guerre.

Prima ancora della sua presenza, tutta la zona veniva utilizzata come antica necropoli della greca Neapolis, la necropoli di Santa Teresa.

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