Oplonti oltre Pompei

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Non solo Pompei, Ercolano e Stabiae furono seppellite dall’eruzione del Vesuvio del 79, ma vi era una quarta città non molto conosciuta il cui ritrovamento oggi è collocato all’interno di Torre Annunziata, era la cittadina di Oplonti.

I primi scavi per il recupero dell’area dove sorgeva l’antica Oplontis fecero ritrovare diverse attività commerciali e ville d’otium e nel 1700 venne riportata alla luce parte della Villa di Poppea.

Fu la seconda moglie dell’imperatore romano Nerone, e quindi imperatrice consorte dell’Impero romano dal 62 alla sua morte.

Gli storici dell’antichità vedono in lei poche qualità (a parte la sua bellezza) e ne descrivono gli intrighi per diventare imperatrice.

Solo quindici secoli dopo Claudio Monteverdi ne diede un ritratto meno fosco nella sua ultima opera, evidenziandone l’amore per l’imperatore.

La lussuosa villa presenta numerosi ambienti con portici, terrazze, sale residenziali, locali adibiti a terme, e un’ampia piscina adornata da statue marmoree.

In molte stanze sono presenti decorazioni ad affresco in ottimo stato di conservazione.

Dopo una lunga sospensione degli scavi, nel 1839 venne riportato alla luce il peristilio del quartiere servile della Villa oltre ad una fontana e nel 1840, riconosciuta l’importanza del sito, i resti rinvenuti vennero acquistati dallo Stato.

Una campagna di scavi ordinata venne nuovamente iniziata nel 1964, sempre nel sito della Villa di Poppea, dove furono alzate le mura e i tetti e furono restaurati pavimenti e mosaici.

Durante i lavori per lo scavo delle fondamenta di una scuola, nel 1974, a circa 250 metri dalla Villa venne alla luce un nuovo edificio su due livelli con un peristilio centrale: si tratta di una villa rustica a cui fu dato il nome di villa di Lucio Crasso Tertius e nei suoi pressi fu inoltre ritrovato un tratto di strada e diverse altre piccole costruzioni.

Le esplorazioni delle due strutture restano comunque incomplete.

Nel 1997 gli scavi sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

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