Le scale di Capodimonte e i giardini della principessa Iolanda

Il tondo di Capodimonte è situato tra l’odierno Corso Amedeo di Savoia e l’inizio della via di Capodimonte.

 

L’inizio della scalinata con i due canopi egizi in marmo che presentano due ghirlande, su quella sinistra c’è la dicitura dei giardini, sulla destra gli stemmi del Comune e di Casa Savoia

La strada per Capodimonte, dopo la costruzione del Ponte della Sanità in pieno decennio francese e ad opera di Gioacchino Murat(1809), terminava ai piedi della collina con uno slargo ovale, costituito da un giardino ellittico.

Solo tra il 1824 e 1826 si cominciò a progettare un collegamento tra la Reggia e lo slargo, per ordine del re Francesco I di Borbone.

La collinetta si trovava in una posizione strategica da consentire di abbellire il sito con ogni rara specie di piante arboree, di forma, colore e grandezze diverse: aranci, eucalipti, lauri, magnolie, per creare un delizioso boschetto.
I lavori furono ultimati nel 1836, nell’aiuola centrale era previsto un obelisco sostituito da un alto albero centrale, presente ancora oggi.
In età fascista le scale furono dedicate alla principessa Iolanda Margherita di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele III, e furono posti, sui due grossi pilastri, due canopi egizi in marmo che presentano due ghirlande, su quella sinistra c’è la dicitura dei giardini, sulla destra gli stemmi del Comune e di Casa Savoia.
I giardinetti non sono tenuti male anzi abbastanza curati almeno nelle essenze arboree.

La loro sfortuna è che sono lontani da tutti i “camminamenti turistici” itineranti e una loro visita deve essere mirata e forse è proprio per questa loro “alienazione” che la parte architettonica è vandalizzata da numerosi murales e manca di una buona manutenzione artistica.

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