Le mura greche nascoste di piazza Cavour

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Neapolis, o Partenope, come ben sappiamo nacque sull’isolotto di Megaride, dove oggi spadroneggia il selvaggio e rude castel dell’Ovo.

Era solo un piccolo centro commerciale mercantile dove trovavano ristoro le navi dei marinari che percorrevano le coste italiche alla ricerca di un nuovo commercio o di una nuova vita.

Erano in tanti e in tanti decisero di fermarsi e mettere su casa, tanti da dover allargare la città e trasferirsi su Pizzofalcone, Monte Echia, dove nacque una vera città con radici e fondazione principalmente di origine greca.

Ma anche questa diventò rapidamente piccola e vetusta, ci si doveva ulteriormente allargare ma era difficile farlo restando su Pizzofalcone e pertanto si decise di trasferire l’intera città solo ad un centinaio di metri ma completamente nuova da chiamarsi “Neapolis”, e la vecchia prese il nome di “Palepolis”, appunto la “città vecchia”.

La nuova città fu strutturata su modello di una delle tante colonie greche, tre strade principali e parallele dette in seguito dai romani “Decumani”, tante stradine che le collegavano, i “Cardini”, e un massiccio e invalicabile muro difensivo che racchiudeva l’intera urbe.

La muratura del confine sud/ovest era limitata dal mare che occupava interamente l’area dove ora esiste il corso Umberto e le onde si rifrangevano sui piedi della collinetta di san Marcellino.

Il confine nord/est era difeso da un canalone che racchiudeva le acque di impetuosi fiumi provenienti dai Vergini e da Capodimonte, l’attuale via Duomo.

Sud/ovest invece era sorvegliato da un altro torrente proveniente dalla collina del Vomero e percorreva per intero l’attuale via Costantinopoli proseguendo poi verso piazza Municipio.

Il confine del versante nord/ovest, quello di cui in quest post ci interesseremo, era ugualmente affiancato da un altro torrente molto profondo che racchiudeva le acque sia del Vomero che di Capodimonte e qui le mura erano altissime e invalicabili, un solo ingresso in seguito, oggi nominato “porta san Gennaro”, per poter accedere facilmente alle catacombe.

Oggi questo tratto di muro, forse ancora esistente in più punti, è praticamente nascosto in quasi tutto il suo percorso da fabbricati e altre superfetazioni.

Esso iniziava all’incrocio tra via Duomo e via Foria e terminava su a Caponapoli, l’area piu alta dell’antica Neapolis, per questo sede di templi e in seguito chiese.

Fino ad un paio di secoli fa la cortina di case che occultavano il muro, erano basse e radi, arrivavano fino a 2 piani e si poteva, sopra di esse, scorgere qualche pur raro tratto di confine.

Oggi i vecchi palazzi sono sostituiti da fabbricati realizzati quasi tutti verso la fine dell’800, raggiungono anche 8 piani e nulla lasciano ormai intravedere neanche alla fantasia più fervida.

E negli anni ’50 si partorì un ultimo monumento all’urbanizzazione selvaggia, un enorme palazzo della lunghezza di circa 140 metri che sarebbe dovuto essere sede del nuovo ospedale incurabili ma che risultò non facilmente gestibile diventando sede di numerosi istituti scolastici e uffici distaccati comunali.

La planimetria dell’antica Neapolis, visibili i confini sul Corso Umberto, su via Duomo via Mezzocannone e piazza Bellini (via Costantinopoli), e Caponapoli.

Il palazzo che sarebbe dovuto essere sede del nuovo ospedale incurabili ma che a causa della sua grandezza non è risultato facilmente gestibile e quindi divenne sede di diversi istituti scolastici.
Fu causa della distruzione di buona parte del muro di confine dell’antica Neapolis e di altre costruzioni storiche.


Nelle due immagini è possibile notare la posizione dell’antico canalone che occupava per intero piazza Cavour. Si distingue anche sulla destra Caponapoli, l’area piu alta della città e angolo di confine. Sulla sinistra il ponte attraverso il quale uscendo da porta san Gennaro si raggiungeva la sanità sede di cimiteri e catacombe.

Anche in questa stupenda storica immagine è visibile sul lato sinistro il canalone pieno d’acqua e il ponte che conduceva alle catacombe.

Una immagine presa dal Museo in cui si nota ancora, sulla destra, l’antica muratura lungo piazza Cavour, in questo caso anche il successivo prolungamento che oltrepassava porta Costantinopoli, non più esistente, e arrivava fino all’attuale via Pessina prendendo poi la direzione di via Toledo.

Un residuo di muratura di origini miste visibili sulla destra del nuovo grande fabbricato

La rampa stradale alle spalle del palazzo che raggiunge l’ospedale <incurabili per la cui costruzione è stata abbattuta gran parte della murazione


Il residuo di muro sulla destra del palazzo di piazza Cavour

Ultime mura rimaste a vista ma ingabbiate sulla collina di Caponapoli

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