Il “Corso Umberto I” in costruzione

Uno scolaretto, a cavallo tra fine XIX secolo e inizio XX, si lascia fotografare al centro di un cantiere durante i lavori di pavimentazione del nascente corso Umberto I, allora chiamato ancora “Corso re d’Italia”, che da piazza della Borsa (piazza Bovio) situata alle spalle del fotografo, “mena” sempre dritto alla stazione centrale o piazza Garibaldi  (1)(2)(3)

I lavori in corso riguardano la pavimentazione della strada aperta pochi anni prima nel 1894 in seguito ai lavori del Risanamento (1).

Successivamente la “promenade napoletana” venne intitolata ad Umberto I, ma nonostante il cambio di toponimo per i napoletani rimane sempre “il Rettifilo” per la sua linearità.

Il ragazzino inquadrato è il soggetto principale della foto, sarà appena uscito da scuola, credo sia una tarda mattinata primaverile, munito di cappottino ma tenuto sulle braccia dato il probabile caldo orario di un giorno di mezza stagione (fantastica la bombetta che gli da un aspetto da piccolo lord).

Anche i tram indicano che non è ancora estate, infatti a circolare sono ancora il tipo a carrozza chiuso in uso nei mesi freddi.

Numerosi sono i tram  che vediamo percorrere le parti laterali della strada già ripavimentata, e in completa confusione con un mare di carrette e carrozze, saranno impegnati nei seguenti percorsi:
1 Carlo III (1)- Barbaia (Mergellina)
2 Ferrovia – rione Amedeo (1)(2)
3 San Ferdinando – Poggioreale (1)

Per la realizzazione del corso furono sventrati interi rioni e demoliti edifici, anche di grosso pregio artistico o di valore religioso, per fare posto a moderni palazzi (costruiti utilizzando il tufo estratto dalle cave di Soccavo, Pianura, Chiaiano e Miano), e ciò avvenne immediatamente dopo l’epidemia di colera (1) che aveva ucciso migliaia di persone in città e di cui si dava la colpa alla conformazione urbanistica precedente, fatta di viuzze strette, poco ariose e poco assolate, in cui spesso si accalcavano, uno sull’altro, palazzoni popolari sforniti di qualsiasi conforto e servizio, dove gli abitanti vivevano in decine in appartamenti composti da una o due camere.

Come abbiamo detto siamo nella parte terminale del corso lato piazza Bovio (o della Borsa per la presenza dell’edificio commerciale) che si trova alle spalle del fotografo, sulla destra un pò più avanti vediamo un accenno di largo riconoscibile in piazza Ruggiero Bonghi e giusto di fronte alla piazzetta ha inizio via Mezzocannone.

Un pò piu avanti sulla sinistra si riconoscono i due terminali della sede centrale dell’università “Federico II” (1)(2), sede  non ancora terminata poichè mentre gli inizi dei lavori risalgono al1896, il loro termine sarà solo dodici anni dopo, nel 1908.

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