L’attentato alle Poste Centrali

Il 1º ottobre alle 9:30 del 1943, il comando tedesco in Italia, considerò conclusa la ritirata dalla città di Napoli.
 
Il bilancio degli scontri durante le “quattro giornate” di Napoli fu di circa 168 militari e partigiani e 159 cittadini.
 

Nonostante gli alleati fossero alle porte, gran parte dei combattimenti, esclusivamente tra italiani e tedeschi, ebbero il merito di impedire che i tedeschi potessero organizzare una resistenza in città o che, come Adolf Hitler aveva chiesto, Napoli fosse ridotta «in cenere e fango» prima della ritirata.
 
Fu anche evitato che il piano di deportazione di massa di napoletani organizzato dal Colonnello Scholl avesse successo e a ciò si giunse non soltanto grazie ai 1.589 combattenti ufficialmente riconosciuti, ma anche per la resistenza civile e non violenta di tanti napoletani, fra cui preti e operai/e, «scugnizzi» e professori, medici e vigili del fuoco.
 
Purtroppo i tedeschi non accettarono la sconfitta e la loro cacciata da Napoli per il solo merito del popolo, dovette bruciare non poco al temibile esercito teutonico che fece tremare il mondo intero, tanto da vover lasciare un crudele e sanguinario episodio in segno della loro rabbia.
 
Il 7 ottobre 1943, dopo una settimana dalla loro ritirata ufficiale, verso le ore 12:00 a Napoli ci fu un massacro.
 
I nazisti piazzarono alcune mine ad alto potenziale ad orologeria nel Palazzo della Posta Centrale (come lo dimostra la vecchia foto e quella nuova in cui ho evidenziato l’area interessata, nella parte Ovest dell’edificio, quello verso l’attuale Piazza Carità, infatti il palazzo di fronte è quello della Provincia), dietro un falso muro sapientemente progettato nel seminterrato.
 
Ci fu un tremendo scoppio che causò un massacro, con 84 feriti e 30 morti tra cui anche dei soldati statunitensi che avevano il proprio Comando a circa 300 metri nei locali della Questura.
 
Il complessivo dell’esplosivo doveva essere di circa 2000 libbre = oltre 900 kg e nelle macerie che ne derivarono furono trovati anche i resti di una bomba d’aereo tedesca da 250 kg.
 
La foto allegata probabilmente scattata solo qualche minuto dopo lo scoppio, mostra ancora visibili le vittime distese a terra e i feriti in attesa di essere soccorsi mentre un ufficiale americano ispeziona l’area colpita per fare il punto della situazione.
 
Sul muro di fronte sembra esserci una grande macchia di sangue derivata probabilmente dallo smembramento del corpo di qualche malcapitato, simbolo di una ferocia inaudita anche quando essa diventa inutile.
 
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