La storia verticale di piazza san Gaetano

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 In piazza san Gaetano la storia non si sviluppa principalmente in orizzontale, ma in verticale, a strati.

La statua di san Gaetano a cui è dedicata tutta la piazza

   Torniamo indietro di…2000 anni circa, indossate una toga greca e immergetevi nell’ immaginario camminando su un selciato che per diversi secoli è stato la pavimentazione di piazza San Gaetano, il centro dei Decumani inferiori.

   Essa occupa ora lo spazio che in epoca greca prima, ed in quella romana poi (ecco i primi strati che si cominciano ad intersecarsi) era occupato dall’agorà e dal foro.

   Se siete riusciti ad arrivare immaginariamente in quell’epoca e chiedete informazioni, non chiedete di piazza San Gaetano, nome che prenderà solo nel XVII secolo, ma del mercato vecchio, poiché essendo il centro della città, lì si focalizzavano tutti gli affari della “city”.

Facciata della Chiesa di San Lorenzo Maggiore e Piazza San Gaetano in Napoli

   Nel sottosuolo, a sei metri di profondità, sono ancora conservati alcuni resti degli antichi templi, e l’antico teatro di Claudio Nerone.

   Nelle immediate vicinanze si trovava il tempio di Cerere che, secondo le testimonianze di scrittori di varie epoche, sorgeva laddove oggi è situata la chiesa di S. Gregorio Armeno.

   Centro commerciale ma anche centro politico e ancora in odore ellenico, vi si riunivano le dodici fratrie del popolo che possiamo paragonare ai municipi di oggi.

   Qui si ricevevano gli ambasciatori stranieri per trattare la pace e la guerra; qui si accoglievano gli imperatori romani in pompa magna e infine sempre qui il popolo napoletano accorreva in armi al suono delle campane, per respingere i Longobardi e i Saraceni.

   Ma Napoli già a quei tempi era un continuo mutare e il mercato diventò prima piazza Augustale e poi piazza San Lorenzo, dopo la costruzione dell’omonima chiesa nel 1235.

   Durante il periodo Angioino invece si riunivano e si svolgevano le funzioni amministrative dei sedili (la metamorfosi delle elleniche fratrie) e del parlamento.

   Proprio sulla facciata del campanile della basilica di San Lorenzo Maggiore, infatti, sono posti gli otto stemmi rappresentanti gli altrettanti sedili di Napoli.

Sedili (o seggi) di Napoli. Posti all’esterno della Basilica di San Lorenzo Maggiore

   Ai suoi margini due edifici religiosi di estrema importanza cattolica e artistica: la basilica di San Paolo Maggiore dal 1538 , in cui, durante i restauri del 1962 dai danneggiamenti post-guerra, i frati scoprirono un piccolo cimitero sotterraneo, con i resti dell’antico tempio dei Dioscuri ed il corpo di San Gaetano e di altri beati.

   Oggi quel luogo è adibito a cripta, ed ha l’aspetto quasi di una seconda chiesa.

Torre della Basilica di San Lorenzo Maggiore

   Proprio per il ritrovamento del corpo del santo, a lui è dedicata una statua collocata nella piazza stessa su un basamento marmoreo del XVII secolo e che fu realizzata nel 1664 come voto per la scampata epidemia di peste del 1656.

   La statua in metallo del santo è rappresentata intenta a rivolgere le braccia verso i fedeli.

   E inoltre, vicino alla chiesa di San Paolo Maggiore, è presente uno dei più nobili palazzi del tempo aragonese, il Palazzo di Giulio de Scorciatis, appartenente ad uno degli uomini più potenti del tempo; dell’edificio rimangono però solo pochi resti.

   Sono presenti anche altri due Palazzi, il Palazzo nobiliare di Filippo d’Angiò, il Palazzo Capuano.

   Centro politico, centro Amministrativo, centro mercatale, fulcro religioso con templi e chiese monumentali, sede di palazzi nobiliari e passaggio di re e imperatori, in tutti questi secoli nulla è cambiato, il centro storico ha conservato il tracciato della polis greca e, mentre altrove, come ad esempio Pompei, la città antica è rimasta sepolta per secoli per tornare alla luce come mera curiosità archeologica, qui è stata incorporata più o meno naturalmente nel contesto urbano.

   Chi, oggi, se non un napoletano, può immergersi in millenni di storia semplicemente camminando per le strade di oggi e sognare ad occhi aperti di percorrere gli stessi “cardini” di millenni fa?

 

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