Il Duomo di Napoli – La storia a strati


Nell’era della Neapolis greco/romana, via Duomo non esisteva ancora e, probabilmente, tutta la zona era ancora terreno agricolo subito fuori le mura.

La più antica costruzione in loco di cui si conosca l’esistenza con tanto di ritrovamenti archeologici, è una ” Domus”.

La domus era un tipo di abitazione, privata di proprietà delle ricche famiglie patrizie romane, situata al di fuori delle mura delle città, solitamente in campagna, e dotata di ambienti appositi per i lavori agricoli, sul tipo delle case padronali del secolo scorso.

In pratica una vasta costruzione con cortili interni ed esterni che spaziava, libera da vincoli urbani, dalle mura ad andare verso l’odierna porta Capuana.

Ma il destino della “via Duomo” come “polo religioso” della futura città di Napoli, era ormai segnato.

Esiste una leggenda secondo la quale, ad indicare la strada ai primi greci che colonizzarono Cuma, fu il volo di una colomba bianca inviata dal dio Apollo che fece cosi conoscere loro la via dell’occidente secondo il naturale corso del sole ed è quindi logico pensare che il suo culto sia stato introdotto a Cuma durante la colonizzazione greca.

E cosi che da Cuma, i templi dedicati al dio del sole, si moltiplicarono e oggi se ne hanno traccia anche a Puteoli, a Pompei e a Neapolis, dove i suoi resti sono stati trovati sovrapposti alla Domus di cui si raccontava prima e presenti fino al IV secolo d.c., dando già alla zona una aurea religiosa.

Dopo alcuni secoli, quando il culto di Apollo cominciò ad offuscarsi, ai resti del tempio pagano fu ancora sovrapposta la costruzione della Basilica di Santa Restituta, la più antica basilica napoletana, e la sua fondazione, nel IV secolo d.c., è da attribuire all’imperatore Costantino.

Ma in pochi sanno che nello stesso luogo alla basilica di Santa Restituta dopo un po di tempo fu affiancata quella di Santa Stefania.

Di entrambi i complessi paleocristiani, oggi si conserva relativamente poco, ma mentre possiamo ancora godere di alcuni ambienti interni di Santa Restituta, il complesso di Santa Stefania, voluta dal vescovo Stefano, è andato completamente distrutto.

La costruzione di quella che sarà la chiesa madre di Napoli dedicata all’Assunta, voluta da re Carlo II di Napoli e completata sotto il regno di Roberto d’Angiò nel 1313, si sovrappose, ancora una volta, alle costruzioni pre-esistenti, formando una sorta di stratificazione della storia religiosa a Napoli, inglobando completamente la chiesa di Santa Restituta, e salvandone solo alcuni particolari interni.

Il suo primo ingresso fu da piazza Riario Sforza, in via Tribunali, e si racconta che nel mezzo della piazza vi era una grande scultura in bronzo di un cavallo che si diceva forgiata da Virgilio, e da lui rivestita di stregoneria in quanto si credeva avesse il potete di guarire tutti i cavalli malati che vi girassero attorno.

Ma il Cardinale Filomarino, mal sopportava queste credenze e nel 1322 la fece fondere per costruire le campane della futura cattedrale.

Tra il 1497 e il 1508 fu realizzata, come cripta, la cappella del Succorpo, ed in seguito al voto fatto dai partenopei al santo Gennaro a ringraziamento per gli scampati pericoli del colera, della guerra franco-spagnola e dell’eruzione del Vesuvio, si innalzò, in segno di sua devozione, di fronte alla basilica di Santa Restituta, la reale cappella del Tesoro dove fino al 1980 avveniva il miracolo della liquefazione del sangue.

Con l’allargamento di via Duomo nel 1868 si costruì un porticato simmetrico ad angolo sui due lati del largo prospiciente la facciata, attualmente visibili.

Nel 1876 venne bandito un concorso per la sua facciata e i lavori del nuovo prospetto in stile neogotico, iniziati nel 1877, si conclusero nel 1905.

Sull’altare maggiore vi è il busto di san Gennaro, attorniata dai busti dei 51 santi compatroni di Napoli, che protegge le due teche in cui sono custoditi il suo cranio e il suo sangue.

Dalla terza cappella della navata sinistra si accede, infine, ai resti della basilica di Santa Restituta.

Forse tra qualche secolo, sulle sue rovine, verrà sovrapposta una Moschea o un Minareto, e la storia tornerà a ripetersi….

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