La leggenda della “Napoli diagonale”

LA LEGGENDA DELLE SCALE DI NAPOLI

…e al 7° giorno Dio riposo’, ma gli angeli che lavorarono con lui gli chiesero:- Signore, tu stai riposando nell’angolo di paradiso, ma noi che siamo in tanti, dove riposeremo?
Iddio ci pensò un po’ e poi rispose: sulla terra vi è un luogo dove il clima e bello, la temperatura e mite, l’aria è salubre, un mare stupendo e se volete c’è anche del buon vino.

Gli angeli scesero in quel luogo ma trovarono da ridire:- il posto è bello, Signore, ma riposando sulla terra non avremo da che guardare, il mare è piatto e monotono!

Allora Iddio per dare sollievo ai loro occhi creò la rocciosa e selvaggia Capri, la piccola e tranquilla Procida e la grande e variegata Ischia creando cosi la baia: “ADESSO AVRETE DA CHE GUARDARE” tuonò!!!!

Ma gli angeli che non si accontentarono chiesero ancora: Signore, ora il golfo è veramente bello ma…la terra è piatta, come si fa, dal basso, ad ammirarlo in tutta la sua bellezza? Dovremmo stare sempre in volo…allora il Signore, con santa pazienza, creò le colline del Vomero per dar modo di osservare il golfo dall’alto, il Vesuvio per dar modo di osservare dal mare la terra a loro consegnata, e infine la collina di Posillipo, dove gli angeli piu raffinati e amanti della frescura potevano riposare.

Poi arrivò l’uomo che, privo di ali, per salire sulle alture inventò le scalinate, le salite e…le rampe, e queste ora costituiscono la cosiddetta “Napoli in diagonale”.

Tra queste rampe, le piu caratteristiche che racchiudono una storia di circa 5 secoli, sono quelle di Sant’Antonio , già salita di Santa Maria delle Grazie, dette anche tredici discese.

Strette e impervie, nascono dal ripristino di un’antica strada di epoca greco-romana che collegava le zone basse di Chiaia e Mergellina, con l’alta Posillipo ed in particolare con il Casale “Porta Posillipo”, villaggio nato nel ‘500 con l’abitato rivolto verso la piana flegrea e sviluppatosi ai lati della strada (attuale via di Porta Posillipo).

Le rampe di S. Antonio ora collegano in basso, la chiesa di santa Maria di Piedigrotta, dedicata alla Natività di Maria, eretta a partire dal 1352 e terminata nel 1353, sul sito di una precedente chiesa dedicata all’Annunciazione alla Vergine Maria costruita nel V secolo, dove già si venerava un’immagine lignea della Vergine, e in alto la chiesa convento di S. Antonio a Posillipo la cui fondazione risale al 1642, avvenuta in un luogo all’epoca scarsamente urbanizzato della città. In quell’anno i frati conventuali vi fondarono una chiesetta ed un piccolo convento che ebbe nei primi anni la funzione di sanatorio.

Il percorso pedonale fu ripristinato per volere del duca di Medina Ramiro de Guzman nel 1643, in modo da facilitare il percorso dei pellegrini che volevano raggiungere la Chiesa di San’ Antonio; una naturale Via Crucis che affaticava le gambe e consolidava il fascino del luogo sacro da raggiungere.

Il viceré fece poi incidere su una lapide, posta sulla I° delle rampe (lato piazza Sannazaro), le motivazioni che portarono a prendere tale decisione.

Allo stato attuale il percorso si conclude su via Pacuvio in quanto l’ultima parte è stata cancellata e modificata dal tracciato delle vie Pacuvio e Stazio e dall’intensa urbanizzazione dell’area, ma proprio l’ultimo tratto rettilineo di via Stazio riprende l’antico tracciato e sbocca, incrociando via Manzoni, su via Porta Posillipo che corrisponde all’antico villaggio che portava questo nome.

Partendo da Piedigrotta, dopo poco sulla destra si può ammirare, sotto la sede stradale della rampa successiva una cappellina, che una lapide dichiara eretta nel 1842 da Lorenzo Taglioni e che mostra sull’altare un bel pannello di maiolica raffigurante il Calvario con angeli adoranti la croce.

Durante il percorso si può ammirare Napoli, tra tetti colorati e strette vie di collegamento, in tutta la sua bellezza. Gli occhi vagano tra Mergellina e il Vesuvio, che si eleva imperioso, tra Castel Sant’ Elmo e Castel dell’Ovo, in un belvedere suggestivo, dove lo sguardo si perde tra le maestosità di Napoli.

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