La funivia di Posillipo

Napoli è stata una delle poche citta ad avere avuto nel suo centro cittadino diversi i tipi di trasporto urbano.
Tram elettrici, a cavallo, a vapore, bus, filobus, aliscafi e traghetti (che partivano dal centro), Funicolari e la chicca su di tutti…la funivia!!!!!
 
Probabilmente molti napoletani non l’avranno mai vista o almeno non in funzione, ve ne era una che collegava la Mostra d’Oltremare con la collina di Posillipo, e questo avvenne dal 1940 al 1961.
 
La funivia di Posillipo infatti collegava Fuorigrotta con via Manzoni a Posillipo dal 1940, giorno della sua inaugurazione e apertura al pubblico, fino al 1961 giorno della chiusura definitiva dell’impianto.
 
I resti della struttura tra cui i piloni di sostegno e le due stazioni sono ancora ben visibili e parte integrante del tessuto urbanistico- architettonico della città di Napoli.
 
Un gioiello all’epoca della sua costruzione per la sua funzione di collegamento con l’area espositiva della Mostra delle Terre, ma di cui se ne è usufruito per poco tempo a causa di problematiche di varia natura.
Il 9 maggio del 1940 fu inaugurata solennemente a Fuorigrotta la Mostra delle Terre d’Oltremare.
 
Intervennero il Re, da poco anche Imperatore, alte Autorità nazionali e locali, nonché molti turisti.
L’evento sanciva il ruolo della città, soprattutto del suo porto, come punto di riferimento delle allora recenti conquiste coloniali dell’Italia in Africa.
 
A margine di questa occasione, fu inaugurata la funivia Posillipo – Mostra.
 
La stazione superiore fu costruita nei pressi di Capo Posillipo, nell’ultimo tratto di Via Manzoni, a circa 400 metri dal Ponte della Vittoria, dove si apre il Parco delle Rimembranze.
 
La stazione inferiore si trovava nell’attuale via Kennedy, che allora si chiamava via Domitiana, a metà strada fra Piazzale Tecchio e l’ingresso di Edenlandia, dalle parti della zona denominata Cavalleggeri Aosta.
 
Progettata nel 1938 e costruita nel 1939, all’epoca la funivia fu considerata un impianto avveniristico, lunga 1.630 metri e superava, in otto minuti un dislivello di 104 metri.
 
Nella sua parte bassa, si sviluppava pressoché in orizzontale, per poi inerpicarsi con una campata di 945 metri, verso la collina.
 
Ognuna delle due cabine poteva trasportare 20 viaggiatori, oltre il conduttore.
 
La cronaca dell’epoca salutò l’apertura della funivia con entusiasmo: “Le cabine della funivia costituiscono come un aereo belvedere: dall’altezza man mano crescente il panorama si svela in tutta la sua mirabile ampiezza e raggiunge orizzonti non visibili da altre posti”.
 
La funivia funzionò solo un mese, perché il 10 giugno, un mese dopo la sua inaugurazione, ci fu un’altra inaugurazione: quella della guerra, la città fu occupata dai tedeschi che la distrussero quasi completamente.
Nel dopoguerra, la funivia ha funzionato per un breve periodo, ma poi l’impianto fu lasciato andare in rovina.
 
Nel contempo la costruzione di grossi fabbricati troppo adiacenti alla fascia di agibilità dell’impianto ne ha reso di fatto impossibile la riapertura.
 
La stazione di Via Manzoni ha ospitato per alcuni anni un’accorsata gelateria, il bar Rosiello (o il ristorante “Gulliver” fino al suo fallimento), mentre quella inferiore di Viale Kennedy a Fuorigrotta divenne un centro di giardinaggio.
 
L’Ente proprietario, cioè la Mostra d’Oltremare, dal 2006 ha messo all’asta la ex stazione superiore ma purtroppo nessuno si è mostrato interessato al suo acquisto.
 
Smontate le funi, sono rimasti ancora in piedi, nonostante la carenza di manutenzione, due piloni visibili fra le case a ridosso della stazione della metropolitana di Cavalleggeri Aosta.
 
I due piloni appaiono come due giganti surreali con le braccia elevate al cielo, chiamati scherzosamente dalla popolazione “cristi”, in quanto la loro forma ricorda una croce cristiana.
 
Sembra che alzino le braccia per invocare il miracolo di una ipotetica riattivazione del servizio con le opportune modifiche che, secondo i più esperti, consentirebbe di trarre grandi vantaggi sul traffico veicolare, di sfruttare una struttura già esistente e di potenziare il patrimonio locale di collegamento data la vicinanza all’area archeologica (Grotta di Seiano) e alle spiagge della Gaiola e di Marechiaro.
 
Ma vi sono anche critici, d’altro canto, che sostengono che non si può avere la certezza assoluta dei vantaggi sul traffico veicolare ed, inoltre, ci sarebbero delle pregiudiziali sul rapporto costi/profitti.
 
Resta il fatto che non risulta alcuna funivia nel Piano decennale delle 100 stazioni se non una presunta funicolare da progettarsi in via Tiberio.
 
 
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