La fontana del Gigante o dell’Immacolatella

Siamo quasi nel 1600, il largo denominato in seguito “di Palazzo” è pronto per ricevere il suo reale palazzo, e la sua prima pietra è posta ad inizio 1600 e, in soli due anni, prende la sua prima fisionomia dando cosi il nome allo spazio ad esso antistante.

Come era di d’uso a quei tempi, la scenografia dei luoghi “reali” doveva essere molto importante e curata, doveva dar segno di bellezza ed eleganza e quindi si rendeva necessario abbellire lo slargo con qualcosa che sarebbe stato anche utile alla popolazione.


Come arredo urbano fu scelto di erigere una fontana monumentale posizionata in maniera che fosse allineata in perpendicolare rispetto alla facciata del Palazzo e allo spigolo verso il mare e doveva assumere una funzione scenografica di chiusura della piazza segnando il confine del Palazzo.

Pertanto fu collocata nel punto dove oggi inizia quella che le vecchie generazioni ancora chiamano la “salita del Gigante”, odierna via Cesario Console, come viene mostrato in numerosi dipinti settecenteschi, tra i quali, uno di Gaspar van Wittel conservato presso il palazzo Zevallos a via Toledo.

Non ne ho mai letto menzione ma per la sua posizione credo che il suo primo nome fu “la fontana di palazzo”.

Nel 1670, nelle sue vicinanze. fu collocata la statua colossale del Gigante, assemblata nel 1670 dopo che fu ritrovato a Cuma un busto raffigurante Giove, a cui furono aggiunte le altre parti, e da allora, la nostra fontana fu chiamata “del Gigante”.

Per varie peripezie gia raccontate nel mio blog, (cerca nel mio blog “gigante”) il gigante venne sfrattato nel 1807, seguito subito dopo dalla fontana che fu rimossa nel 1815 in occasione di lavori di sistemazione della salita.

Rimasta per molto tempo senza collocazione, nel 1882 fu posta vicino al palazzo dell’Immacolatella al molo piccolo, ragione per cui la fontana fu anche detta dell’Immacolatella.

Anche questa collocazione durò poco tempo, infatti fu di nuovo rimossa nel 1886 per eseguire i lavori di ampliamento del porto e fu collocata nel 1889 all’interno della villa del Popolo, su via marittima, nelle vicinanze del porto.

Ma ancora una volta la scelta fu considerata da molti infelice, i giardinetti ebbero vita molto breve per l’ampliamento del porto e quindi il nostro monumento fu “smembrato” per l’ennesima volta e ricostruita nei giardinetti di piazza san Pasquale a Chiaia.

Probabilmente a chilometraggio illimitato, fu ancora spostata (fortunatamente sembra che in tutte le volte che fu smontata e rimontata non perse mai qualche pezzo), e questa volta la sua ubicazione fu a favore del panorama del golfo, posizionata nello slargo terminale di via Partenope, nel punto dove principia via Nazario Sauro, ottenuto grazie alla colmata su via Santa Lucia.

Oggi non esiste turista che non conservi una sua foto in compagnia del Castel dell’Ovo, il borgo da Santa Lucia, il lungomare di Napoli, il Vesuvio e…il golfo, tutti in un solo fantastico scatto.

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