La fontana del Formiello

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In piazza Enrico De Nicola, ovvero lo slargo nel lato interno di Porta Capuana, largo anch’esso così erroneamente e popolarmente denominato,  appoggiata ad una parete esterna di CastelCapuano, ovvero il palazzo dove avevano sede i vecchi tribunali di Napoli, vi è una fontana oggi invisibile a maggior parte della popolazione ma che 5 secoli fa era indispensabile all’abbeveramenro degli animali, la “Fontana del Formiello”

Le sue origini risalgono al 1573, periodo d’oro per le fontane napoletane realizzate in gran numero poichè intese come opere monumentali di gran prestigio.

Essa nacque come risistemazione di una precedente struttura omologa risalente al medioevo e dal vecchio nome “Fontana reale con abeveratora”,

Il suo nuovo attuale è tratto dal latino “ad formis”, ossia “verso i condotti” dell’acquedotto della Bolla che, alimentato dal fiume Sebeto, portava l’acqua in città, ma si racconta che potrebbe aver preso il nome da omonimi recipienti d’acqua presenti nella vicina chiesa di Santa Caterina a Formiello.

I lavori furono affidati dal Tribunale delle Acque, ebbe però bisogno già di un primo restauro nel 1582 che fu commissionato dal viceré don Pedro Giron duca di Ossuna poichè semidistrutta da un violento terremoto.

Dopo la risistemazione il Duca vi fece apporre una lapide in latino, dedicata al re di Spagna Filippo II d’Asburgo che ancora attualmente recita:

“Regnante Filippo. Fermati viandante a venerare le acque della fonte che l’illustre padre Sebeto fa scorrere per Filippo. Qui il coro delle Aonidi, qui l’onda del fiume Parnaso. Qui per te regala dalla fonte Melpomene. E l’aria canta le opere del re. 1583”.

Circa un secolo dopo, nel 1671, il viceré don Pedro Antonio d’Aragona (lo stesso che, due anni prima, commissionò la realizzazione della Fontana di Monteoliveto), decise di abbellirla inserendovi la statua di Filippo IV, ma questa non fu ben voluta dal popolo che non gradì l’offerta distruggendola.

Secondo altre fonti invece la rimozione della scultura fu dovuta all’inopportunità di collocare la statua di un sovrano in una zona tanto umile e degradata della città come era all’epoca l’area marginale e mercatale di porta Capuana.

Sul finire dell’Ottocento la Fontana fu smontata e custodita nei depositi comunali per poi essere rimontata nel 1930 sul lato orientale di Castel Capuano e in seguito fu aggiunta una cancellata a sua protezione.

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