La “Colonna Spezzata” e il suo piedistallo

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Siamo sul “Lungomare più bello del mondo”…dove tutto ha un suo fascino e tutto ha una sua storia ma…cosa ci fa una semplice colonna su quella mirabile linea costiera? una semplice e nuda colonna e per di più spezzata.

 

Pescatori che tirano le reti” a via Caracciolo, incrocio Piazza Vittoria presso il monumento ai caduti del mare. (Base eretta nel 1862; colonna sovrapposta nel 1914)

Per dare un motivo alla sua presenza entriamo nei particolari di questa stranezza e scopriamo cosa ci fa un moncone di colonna li dove troneggia la bellezza, e non è un caso che la sua storia cominci proprio dall’ammiraglio Caracciolo a cui è dedicato il lungomare.

Semisconosciuto, a Napoli esiste un busto di Francesco Caracciolo che si trova nel cortile della Biblioteca Universitaria.

Piazza Vittoria all’incrocio con via Partenope. Monumento ai caduti di Lissa, ancora privo della colonna (innalzata nel 1914).

Questo fu realizzato nel 1862, nato come bozzetto preparatorio di una grande statua dell’ammiraglio che si sarebbe dovuto innalzare a piazza Vittoria dove oggi fa mostra di se la «colonna spezzata».

Ma ad opera avviata, ci si accorse che il costo totale del monumento fu calcolato male e i soldi in cassa bastarono solo a costruirne la base.

Non potendo più terminare l’opera, ci vollero trentadue anni per decidere cosa fare dell’ormai inutile parallelepipedo che praticamente ormai era solo un ingombro.

 

Napoli, veduta di Via Partenope da Piazza Vittoria. Autore sconosciuto. La foto è databile fra il 1867 (anno in cui fu eretto il basamento del Monumento ai Caduti del Mare) e il 1914 (quando vi fu sovrapposta la colonna antica)

Un ulteriore progetto prevedeva di dedicarlo ai morti della battaglia di Lissa, ma per eseguirlo si doveva aggiungere ancora, una costosa scultura bronzea, e anch’esso fu accantonato.

Nel 1914 finalmente si decise di prelevare dai depositi del Museo Archeologico, una colonna antica, e sistemarla sulla base già esistente di piazza Vittoria, dedicandola «a tutti coloro che la vita hanno offerta alla Patria sul mare».

 

“Napoli – Colonna della Vittoria” a Piazza Vittoria (colonna inaugurata nel maggio 1914).

Come al solito, quando non è chiara la provenienza di un ritrovamento, immancabilmente nascono attorno ad essa delle legende, ma la verità sulle sue origini è questa:

Ritrovata agli inizi del XVII secolo vicino al Duomo nel corso d’uno scavo diretto a rinforzare le fondamenta del campanile, fu promessa inizialmente ai Deputati del Tesoro di San Gennaro al fine di piazzarci sopra una statua del Santo Patrono.

Fu invece poi regalata al viceré Pietro d’Aragona che accolse nel 1670 una richiesta dei frati Teatini che vi volevano erigere, sulla piazza antistante la loro chiesa, una statua di San Gaetano.

Via Partenope e Chiatamone con Castel dell’Ovo visti da Piazza Vittoria

Al progetto però si opposero gli abitanti del luogo poiché, a loro dire, la pesante statua e la relativa colonna destinata a reggerla, sarebbero cadute alla prima scossa di terremoto provocando danni alle case circostanti.

Ai Teatini non rimase che riseppellire la colonna che venne nuovamente dimenticata per altri duecento anni finché, riscoperta nel 1859, dopo una lunga sosta nei depositi del Museo Nazionale, nel 1914 intraprese il suo ultimo viaggio verso piazza Vittoria.

E fu cosi che il glorioso ammiraglio Caracciolo non solo perse prima la statua, ma oggi anche la strada poiché essa non è più denominata via Caracciolo ma lungomare Liberato. (forse gli si vuole far ancora scontare il tradimento ai Borbone o il suo ricordo brucia ancora alla reale marina britannica?)

Questo racconto è inserito alla pag. 49 nel 5° volume della raccolta “Storia di Napoli nei particolari” in vendita su Amazon

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