Il vecchio mercato ittico di Napoli

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Il primo mercato ittico a Napoli del 1875

Quando si parla di mercato ittico nella Napoli del XIX secolo non ci si riferisce al “Mercato Ittico Comunale” presente fino a pochi decenni fa nei pressi del  ponte della Maddalena, bensì ad una più vecchia costruzione privata, la pescheria “De Luca”, costruita nel 1878 su via Marina ad altezza dell’attuale palazzo Mediterraneo dove oggi ha sede l’università “Orientale”  e nelle vicinanze delle due porte non più esistenti della marina del Vino e della pietra del pesce, porta quest’ultima che rappresentava il posto di gabella per i prodotti ittici e che deve il suo nome dalla zona in cui si trovava, la quale a sua volta prendeva il nome da una leggenda medievale legata al mago Virgilio, infatti si narra che per mantenere il pescato della città sempre fresco il mago incise con un incantesimo su di una pietra l’immagine di un pesciolino vivo.

 

La “Porta del vino”

Alla sua demolizione durante i lavori di Risanamento, seguì la costruzione di un nuovo mercato Ittico progettato tra il 1929 e il 1930 e completato nel 1935, costituito da una grande hall con una struttura in vetro cemento e grandi aperture per garantire l’illuminazione naturale, l’interno era composto da un’ampia sala di contrattazione coperta da una volta a tutto sesto e circondata dai locali destinati ai singoli mandatari.

Con la cessazione delle attività dopo circa settant’anni dalla sua apertura, il nuovo edificio del Mercato ittico andò in degrado fino alla sua scomparsa.

Nella foto del 1943 sono visibili in fondo i ruderi del nuovo mercato ittico

Nella seguente vecchia foto alle  spalle dell’antico mercato è visibile il campanile della Chiesa di Santa Maria delle Grazie dei Pescivendoli situata in Vico Marina del Vino, vicino all’attuale Via Saverio Baldacchini.

 

Alle  spalle dell’antico mercato è visibile il campanile della Chiesa di Santa Maria delle Grazie dei Pescivendoli

L’edificio sacro venne eretto nel 1526 grazie all’interessamento dei pescivendoli del borgo, durante i lavori di risanamento venne parzialmente demolita per permettere il passaggio alla Via Saverio Baldacchini, e venne quindi definitivamente abbattuta nel 1968, nell’ambito di un progetto comunale per migliore la viabilità di Via Nuova Marina, in una zona già molto colpita dai bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale.

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