Il “Parco Ladislao” nella chiesa di San Giovanni a Carbonara

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Il post raccontato!

Figlio di Carlo III e di Margherita di Durazzo, Ladislao divenne re di Napoli nel 1386, all’età di appena dieci anni.

Molto presto nacque in lui il sogno di costruire una grande realtà statuale che comprendesse l’intera penisola italiana, unificata sotto la corona di Napoli.

Il sogno di un Regno d’Italia che precede di oltre quattrocento anni l’impresa risorgimentale e alla quale Ladislao dedicherà tutti i propri sforzi nel corso della sua breve esistenza e in poco tempo aveva di fatto esteso il suo controllo portando il confine settentrionale del Regno di Napoli fino alla rocca di Talamone sul mar Tirreno.

L’ultimo ad opporsi ai suoi progetti fu il Papato che però non disponeva di risorse militari sufficienti a frenare l’avanzata di re Ladislao, per cui il re di Napoli nel giugno del 1413 marciò verso Roma alla testa del suo esercito ed entrava nella città saccheggiandola, e l’intero Stato della Chiesa fu nelle sue mani.

Ormai pronto a invadere le regioni del nord Italia e Firenze per asservire il resto della penisola, fu colpito da una malattia che lo costrinse a rientrare a Napoli, dove morì il 6 agosto 1414 all’età di appena 38 anni.

Con la sua scomparsa, senza lasciare eredi, la corona di Napoli passò alla sorella Giovanna, che regnò fino alla morte, nel 1435, ultima sovrana della Casa d’Angiò di Napoli.

L’imponente monumento sepolcrale nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara, fatto erigere dalla sorella Giovanna, ne custodisce le spoglie.

Affianco al suo Mausoleo, nello stesso complesso, fu costruito anche un giardino di 4.500 metri quadrati nascosto alla vista da alte mura, uno spazio chiuso, protetto, silenzioso, spesso assolato, che offre un momento di raccoglimento e di riposo, si odono solo cinguettii di uccelli con tantissimi merli.

Il giardino è costellato da aranci, nespoli, limoni, albicocchi ed un piccolo vigneto, vi sono anche aiuole coltivate con le spezie e le piante medicinali.

Lo stile che prevale è quello di un orto domestico ad uso alimentare con frutti commestibili per ottemperare alle esigenze della cucina.

La disposizione degli alberi da frutto e delle aiuole con le spezie non ha quindi un impianto decorativo e risulta molto spontanea.

Dal 2001, anno del suo restauro, il giardino si presenta come una vera e propria oasi di verde, molto ben curata ed abbellita con nuovi innesti botanici: diverse e numerose specie di piante con fiori colorati.

E’ un giardino in continua evoluzione che accoglie cittadini e turisti proponendo anche un percorso di visita guidata alla scoperta del verde e della sua storia.

La manutenzione del giardino è affidata alla Curia Arcivescovile di Napoli.

































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Una risposta a “Il “Parco Ladislao” nella chiesa di San Giovanni a Carbonara”

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