Il “Ceppo a Forcella”

Sono tanti i napoletani che conoscono e usano il termine “Il Cippo a Forcella” o in napoletano “o Cipp’ a Furcella”, che indica un piccolissimo gruppo di pietre che un tempo facevano parte della cinta muraria di epoca greca dell’antica Neapolis.

La cinta muraria di cui facevano parte, si disponeva lungo i margini del pianoro su cui sorgeva la città antica di Napoli ed erano protette da valloni naturali che circondavano l’abitato e costituivano dei veri e propri fossati difensivi, una fortificazione che aveva creato per Neapolis fama di inespugnabilità.

   Questi resti che vedete in foto circondati da una leggera inferriata in verità non molto tenuta bene considerando che il sito ha piu di 2000 anni, furono ritrovati durante i lavori del Risanamento in occasione delle opere di sventramento della parte bassa di Forcella e che avrebbero portato all’apertura di via Pietro Colletta cioè la strada che vedete in salita e che conduce giusto di fronte alla facciata principale di Castelcapuano, il largo che vedete in primo piano è piazza Calenda al centro della quale si trovano i resti, mentre a sinistra ci si immette nel quartiere di Forcella inizio della celeberrima SPACCANAPOLI, mentre a destra ci si avvia per l’antica Egiziaca a Forcella che attraversa corso Umberto e porta fino a porta Nolana.

La suddetta piazza per il ritrovamento fu detta inizialmente piazza delle mura greche, poiché è la zona archeologica più antica di Napoli risalente molto probabilmente al III secolo a.C., poi fu dedicata a Vincenzo Calenda, Procuratore generale presso la Corte di Cassazione di Napoli e di Torino, senatore del Regno dal 7 giugno 1886 e Ministro di grazia e giustizia nel terzo e quarto governo Crispi (dal 15 dicembre 1893 al 10 marzo 1896).

Questi resti, ancora liberamente visibili nelle vicinanze di Forcella di fronte al teatro Trianon, probabilmente costituiscono i resti della porta Herculanensis in seguito detta porta Furcilla o Furcillensis, poi spostata in epoca, aragonese, un pò piu all’esterno dove prese il nome di “porta Nolana”.

Un tipico modo di dire strettamente napoletano circonda questo manufatto, infatti quando si vuole dire che una cosa o anche una persona è molto vecchia, essa si apostrofa con un “s’arricorda ‘o cipp’ a Furcella”. (La sua età si ricorda quella del Ceppo a Forcella).

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