Il castello aragonese di Ischia

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Il Castello Aragonese è una fortificazione che sorge su un’isolotto dell’isola d’Ischia a cui è collegato attraverso un ponte in muratura lungo 220 metri, la parte più alta dell’isolotto raggiunge i 113 metri sul livello del mare.

Prima del maniero esisteva ancora un’altra fortezza risalente al 474 a.C., il Castrum Gironis, ovvero “castello di Girone”, in onore del suo fondatore, in quell’anno, infatti, il greco Gerone I detto il tiranno di Siracusa, prestò aiuto con la propria flotta ai Cumani nella guerra contro i Tirreni, contribuendo alla loro sconfitta al largo delle acque di Lacco Ameno.

Debitori di tale intervento, i Cumani ricompensarono l’alleato cedendogli l’intera isola.

In seguito la fortezza venne occupata dai Partenopei, ma nel 315 a.C. i Romani riuscirono a strappar loro il controllo dell’isola e vi fondarono la colonia di Aenaria.

Nei secoli successivi il castello fu radicalmente trasformato in modo da fungere da rifugio per la popolazione ischitana contro i saccheggi di Visigoti, Vandali, Ostrogoti, Arabi, Normanni, Svevi e Angioini (1265-1282).

La moderna fisionomia del castello la si deve agli aragonesi che ricalcarono quella del Maschio Angioino di Napoli.

Quindi fu costruito un ponte di legno che congiungeva l’isolotto all’isola maggiore (successivamente sostituito da uno in pietra), mentre fino alla metà del XV secolo l’unico strumento di accesso al castello era costituito da una scala esterna di cui si può ancora intravedere qualche rudere dal mare, dal lato che dà sull’isola di Vivara.

Furono inoltre realizzate poderose mura e fortificazioni (come i cosiddetti piombatoi, ossia fessure da cui venivano lanciati acqua bollente, piombo fuso, pietre e proiettili sull’eventuale invasore) dentro le quali quasi tutto il popolo d’Ischia trovava rifugio e protezione durante le incursioni dei pirati.
All’interno dell’edificio erano posti gli alloggi reali e quelli riservati ai cortigiani, alla truppa e ai servi.
Il periodo di massimo splendore della struttura si ebbe alla fine del XVI secolo: al tempo il castello ospitava 1.892 famiglie, il monastero delle clarisse, l’abbazia dei monaci basiliani di Grecia, il vescovo con il capitolo e il seminario, il principe con la guarnigione.
Al suo interno vi erano tredici chiese tra cui la cattedrale, dove il 27 dicembre 1509 furono celebrate le nozze tra Fernando Francesco d’Avalos, marchese di Pescara e condottiero delle truppe imperiali di Carlo V, e la poetessa Vittoria Colonna.
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