Da Castelcapuano alla galleria Umberto I in 6 secoli di storia

In decine di secoli dell’esistenza di Napoli, non trascorse anno in cui non fosse costruiti qualcosa che passi alla storia in maniera fantastica.

C’è una zona a Napoli che oggi è il fulcro della citta governativa e commerciale, quella che corrisponde all’attuale piazza Municipio.(fig.1)

Il suo sviluppo urbanistico ha quasi mille anni e cominciò a propagarsi nel 1266 quando Carlo I D’ Angiò, sconfitti gli Svevi, salì al trono di Sicilia e stabilì il trasferimento della capitale da Palermo alla città partenopea.

La residenza reale di Napoli era stata fino ad allora Castel Capuano ma ormai inadeguata alla funzione e il re volle edificare un nuovo castello in prossimità del mare.(fig.2)

Non vi dimorò mai e la nuova reggia rimase inutilizzata fino al 1285, fin quando Carlo II lo Zoppo si trasferì con la famiglia e la corte presso la nuova residenza.

Per secoli i regnanti dimorarono in questo fantastico castello fin quando nel 1599, si ideò di costruire una residenza reale nel centro cittadino, al fine di realizzare una degna dimora per ospitare il sovrano Filippo III e la regina, che erano attesi in un imminente visita ufficiale a Napoli, evento che, però, non si verificò mai. (Fig.3)

Si scelse di edificare la nuova opera sul terreno occupato dai giardini del palazzo vicereale, zona molto importante dal punto di vista strategico, vista la sua vicinanza al mare e al Maschio Angioino, comode vie di fuga in caso di emergenze, e dal punto di vista urbanistico, visto che il piano regolatore del tempo prevedeva un’espansione della città proprio verso queste zone (Pizzofalcone e Chiaia).(fig.4)

Infatti nello stesso periodo, nello stesso spiazzo fu eretta dai gesuiti, la chiesa di san Ferdinando dando il nome anche al largo antistante, e originariamente dedicata a san Francesco Saverio.(fig.5)

il vasto spiazzo tra chiesa e palazzo, era utilizzato per accogliere i sudditi nelle feste e nelle occasioni importanti, nel XVII secolo vi fu posizionata la fontana dell’ Immacolatella subito dopo seguita dalla statua del Gigante.(fig.6)

Nel 1734, il Regno di Napoli divenne autonomo e Palazzo Reale diventò finalmente la residenza di Carlo di Borbone, che vi celebrò il suo matrimonio con Maria Amalia di Sassonia.

A pochi anni dal loro matrimonio, venne costruito il teatro San Carlo.
Un teatro costruito per un re, inaugurato il giorno del suo onomastico, il San Carlo iniziò la sua attività il 4 novembre 1737. Con 3300 posti a sedere era, all’epoca, il teatro lirico più grande al mondo.(fig.7)

Data l’eleganza della sua struttura architettonica fu modello di riferimento per la costruzione di altri teatri della stessa tipologia, che sono sorti in tutto il continente europeo. Sulla medesima linea delle grandi opere architettoniche volute dalla dinastia borbonica, su tutte le bellissime regge, il teatro divenne uno dei simboli di Napoli che assurse al rango di una delle più prestigiose ed importati capitali del tempo.(fig.8)

Con l’arrivo dei napoleonidi a Napoli, nel 1806, l’area del Palazzo Reale fu oggetto di una rivisitazione, che avrebbe portato in seguito all’attuale conformazione.

Uno dei principali problemi era l’antica facciata del teatro di San Carlo e Murat pretese che se ne realizzasse una nuova, più degna della Capitale, e insieme fece progettare tutto il riassetto della piazza San Ferdinando, ancor prima di risistemare il Largo di Palazzo(fig.9)

Finita l’era napoleonica, per adempiere ad un voto fatto da Ferdinando I di Borbone dopo il vittorioso ritorno dalla fuga a Palermo, sull’antica area della chiesa di San Luigi di Palazzo, fece erigere una chiesa in onore di San Francesco di Paola, era il 1815.(fig.10;11)

Nel 1816 col titolo di re delle Due Sicilie, decise di realizzare un grande edificio che ospitasse tutti i ministeri dello Stato Borbonico, dislocati in varie sedi,palazzo “San Giacomo”.(fig.12)

Le stanze realizzate ad uso uffici, all’interno del maestoso edificio, erano più di ottocecento ed i ministeri che vi furono ospitati erano sette:

Presidenza e Affari Stranieri, Grazia e Giustizia, Affari Ecclesiastici, Polizia Generale, Guerra, Marina e Finanze.(fig.13)

Erano altresì ospitati nell’edificio, uno dei più grandi d’ Europa, la Borsa dei cambi, il Banco delle Due Sicilie (poi Banco di Napoli), la Prefettura di polizia (poi Questura), la Gran Corte dei conti, e altre ancora.(fig.14;15)

Nel 1885 fu approvata la legge per il risanamento della città di Napoli grazie alla quale la zona di Santa Brigida ricevette una nuova definizione territoriale. Furono presentate varie proposte e il progetto che fu accettato prevedeva una galleria a quattro braccia che si intersecavano in una crociera ottagonale coperta da una cupola. Nel giro di tre anni, precisamente il 19 novembre 1890, la nuova galleria veniva inaugurata.(fig.16;17)

Il resto e storia di oggi.

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