Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli

La chiesa di Sant’Agnello Maggiore, detta anche Sant’Aniello a Caponapoli  è una delle più antiche chiese di Napoli realizzata sull’area più alta della greca Neapolis, la ” Nuova Città”, sorta nel V secolo a.c. quando gli antichi coloni si spostarono nell’attuale zona dopo che fu abbandonata Palepolis, l’antica Partenope, ubicata tra il Monte Echia e Pizzofalcone.

L’area di Caponapoli era tra le più salubri della città come lo descrive nel XVII secolo il Canonico Carlo Celano:

Vedesi una bellissima piazza detta S. Aniello che serve da delizia in estate per i Napoletani poiché oltre delle aure fresche che in essa si godono, le nostre amene colline formano alla vista un teatro molto dilettoso, e la sera in questo luogo si vedono adunanze di uomini eruditi e letterati”.


La zona è ricca di reperti archeologici riferiti ai resti di alcuni templi come quello del Dio Sole, di Demetra, di Apollo e di Diana, quest’ultimo, identificato con l’attuale chiesa di Santa Maria della Pietrasanta.

Qui si svolgevano i fondamentali riti religiosi, si veneravano le divinità della città, si svolgevano i sacrifici e le processioni che si inerpicavano sulla via “Sacra” probabilmente corrispondente all’attuale via del Sole, oggi delimitata dalla caserma dei Vigili del Fuoco e dalla sede del vecchio Policlinico.

La conformazione del terreno in questa zona è molto cambiata nel corso dei secoli, l’antico calpestio era di circa 10/15 metri più sotto dell’attuale e quelle che allora erano colline le cui alte pareti scendevano a picco formando una difesa naturale contro ogni attacco, ed a nord ove ora è via Foria si estendeva un vallone dove confluivano le acque pluviali che rafforzavano le sue difese isolando e proteggendo in maniera naturale “l’Acropoli”, ora non sono che stradine in leggera salita.

Dopo numerosi passaggi di nomi, e di restauri tra cui l’ultimo eseguito nel 1903, si ipotizzò la demolizione della chiesa che fortunatamente non fu mai attuata.

Nel 1944 la chiesa fu danneggiata dai bombardamenti e nel 1962 fu restaurata con il ripristino della copertura e con la scoperta di resti dell’acropoli.

Negli anni ’60 furono ricostruiti il tetto e l’esonartece.

Nel corso di estesi scavi, furono messi in luce importanti reperti, studiati e documentati nel corso dell’intervento: tre successivi allineamenti murari della città greca del IV- III secolo a. C., muri romani in opus reticulatum del I secolo d. C. inframmezzati a tombe altomedioevali.

In prossimità dell’altare maggiore, le tracce dell’abside di una cappella paleocristiana.

Sotto alcune cappelle, rese visitabili, le tipiche tombe con sedile “a scolo”.

E’ stato aperto un grande vuoto rettangolare nel ricostituito calpestio della navata, rendendo, così, visibili i reperti archeologici.

Nel 1980 fu danneggiata dal sisma e nuovamente restaurata.

Nel corso degli anni la chiesa ha subito atti vandalici come furti delle opere d’arte e marmi.

Sant’Agnello, oggi, è compatrono della città di Napoli; secondo la tradizione è sepolto proprio in questa chiesa, sebbene altre fonti sostengono che sia stato sepolto nella cattedrale di Lucca.








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