Chiesa di Santa Caterina a Formiello

Se sei impossibilitato ai leggere il post, ascoltalo:

Nel 1484 Il re aragonese Ferrante, per effetto dell’allargamento della città, fece spostare la monumentale Porta Capuana dalla strada dei decumani centrali (via Tribunali) dove prima limitava Napoli, alla posizione odierna dove ancora ci ricorda la possente forza difensiva della Napoli aragonese.

Nelle sue vicinanze, e probabilmente ancora fuori le mura, esisteva già una piccola chiesa dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, vergine e Martire.

Caterina era una bella giovane egiziana figlia del re Costa, il quale la lasciò orfana giovanissima.

Nel 305 un imperatore romano tenne grandi festeggiamenti in proprio onore ad Alessandria e anche Caterina, invitata, si presentò al palazzo dove venivano celebrati riti pagani con sacrifici di animali.

Caterina rifiutò i sacrifici e chiese all’imperatore di riconoscere Gesù Cristo come redentore dell’umanità ma l’imperatore, colpito sia dalla bellezza sia dalla cultura della giovane nobile, convocò un gruppo di retori affinché la convincessero a onorare gli dei e la chiese in sposa.

I retori non solo non riuscirono a convertirla, ma essi stessi, per l’eloquenza di Caterina, furono convertiti al Cristianesimo.

L’imperatore ordinò la condanna a morte dei retori e dopo l’ennesimo rifiuto di Caterina la condannò a morire con il supplizio della ruota dentata.

Dopo che Caterina venne messa sulla ruota dentata, il cielo prima limpido, si riempì di nuvoloni neri.

Dal cielo scese un fulmine che spacco a metà la ruota dentata.

L’imperatore fu obbligato a far decapitare la santa dal cui collo mozzato non sgorgò sangue bensì latte, simbolo della sua purezza.””

Nel 1492. Alfonso II di Napoli, traslò a Napoli i corpi dei martiri d’Otranto, uccisi dai Turchi il 14 agosto 1480 per non aver rinnegato la propria fede, e li collocò inizialmente nella chiesa della Maddalena, in quella occasione rinominata Santa Maria dei Martiri in quanto era in quel periodo inutilizzata.

Quando le monache della Maddalena fecero ritorno nel loro convento, le spoglie dei martiri furono trasferite, probabilmente già nel 1497, nell’antica chiesetta di Santa Caterina e poste in una sorta di piccola cappella in laterizio sostenuta da angeli di marmo.

In questa fase la città era guidata da re Federico d’Aragona, col quale iniziava per la chiesa di Santa Caterina una nuova e più ricca storia; egli infatti la concesse nel 1499 ai padri domenicani della Congregazione riformata di Lombardia, che ricostruirono l’attuale edificio sacro e lo tennero senza interruzione fino al 1806, quando fu decretata la soppressione del monastero per volontà di Gioacchino Murat

La chiesa era sin da subito detta a formiello (dal latino ad formis, ossia presso i condotti, presso i canali) in quanto nelle sue vicinanze penetrava in città l’antico acquedotto della Bolla, acquedotto che fu poi totalmente sostituito verso la fine del XIX secolo dall’attuale in uso, quello di Serino.








































4,0 / 5
Grazie per aver votato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.