Caracciolo, traditore o patriota?

TRADIMENTO O PATRIOTTISMO? UN TOPONIMO CONTROVERSO.

Nel 1795, l’ammiraglio del Regno delle due Sicilie Francesco Caracciolo, fece parte della flotta anglo-napoletana nella battaglia di Genova assieme all’inglese Orazio Nelson impedendo alla flotta francese rivoluzionaria di effettuare uno sbarco in Corsica .

Nel dicembre del 1798 scortò con la sua fregata il convoglio navale guidato dall’ammiraglio Nelson che trasportava re Ferdinando e la consorte Maria Carolina, in fuga verso Palermo per l’arrivo delle truppe francesi a Napoli.

Nel 1799, autorizzato dal re, rientrò a Napoli, dove nel frattempo si era costituita la Repubblica Partenopea filofrancese ed in quell’occasione iniziò a simpatizzare per le idee giacobine entrando a far arte attiva della rivoluzione


Con l’approssimarsi della restaurazione borbonica a Napoli, Caracciolo combatté contro la stessa flotta reale borbonica di ritorno a Napoli per scacciare i francesi.

Il 29 giugno 1799, fu arrestato e condotto sulla nave di Nelson, per essere sottoposto ad un processo sommario. La condanna all’ergastolo che ne seguì fu mutata in condanna a morte per volere dello stesso Nelson ed eseguita il 30 giugno per impiccagione.

Il corpo dell’ammiraglio rimase appeso ad un pennone della Minerva e quindi gettato in mare.

Oggi a ricordarci il suo nome, a ragione o a torto, è il lungomare più bello del mondo, nato da una colmata il 1870, e nel suo panorama cielo e mare si fondono in un azzurro senza confini.

Un panorama costellato da rare gemme che impreziosiscono la nostra baia.

Il Castel dell’ovo, che segna l’inizio o la fine del suo corso e che sembra galleggiare sull’acqua; la colonna spezzata con l’ elegante piazza Vittoria, e ancora la rotonda, dedicata ad un altro dei nostri grandi ufficiali, Armando Diaz.

Ancora la villa Comunale dai passati regali e dalla ricchezza di opere d’arte, piazza della Republica col suo monumento dedicato agli eroici scugnizzi delle 4 giornate.

I palazzi nobiliari rasenti il moletto turistico e la fontana del Sebeto che chiude insieme al largo Sermoneta con eleganza il lungomare.
Poi comincia Posillipo, ma questa è un’altra fantastica storia.

Brevissima storia di “via Duomo”

Il mare non bagna Napoli

L’isolotto di San Leonardo

“Il lungomare piu bello del mondo”, natura o manipolazione?

Il “rione Sanita” e i suoi tesori

Il complesso del “Carminiello ai mannesi”

Il Duomo di Napoli – La storia a strati

Quando il mare bagnava Napoli – Il porto di Neapolis

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.