Anton Sminck van Pitloo – Un olandese napoletano

Se non puoi leggere, ascolta:

Anton Sminck van Pitloo (Arnhem, 8 maggio 1790 – Napoli, 22 giugno 1837) è uno dei tanti pittori, in questo caso olandese, cresciuto insieme al nostro Giacinto Gigante, nella scuola d’arte pittorica di Posillipo.

L’esatta dizione del nome è Anton Sminck Pitlo, egli aggiunse a Napoli una seconda «o» al cognome probabilmente per sottolineare l’origine straniera; per gli artisti napoletani era il signor «Pitloo».

Cominciò da ragazzo a studiare disegno e pittura nella natia Arnhem, presso la scuola del pittore acquarellista H.J. van Ameron.

Pitloo poté proseguire gli studi prima a Parigi, grazie a una borsa di studio offertagli da Luigi Bonaparte, per poi concludere nel 1811 l’iter accademico a Roma, tappa obbligata di ogni grand tour dove era già presente una folta comunità di artisti connazionali.

Dopo la caduta di Bonaparte, Pitloo non poté più beneficiare del sussidio e venne inviato a Napoli presso il conte Gregorio Orloff, diplomatico russo ed estimatore d’arte, che gli offri una prima ospitalità.

Nel frattempo viaggiò instancabilmente, recandosi in Sicilia, in Svizzera e nuovamente a Roma, dove conobbe Giulia Mori, sorella del noto incisore Ferdinando Mori.

Si sposarono il 31 dicembre del 1818, nel quartiere Chiaia di Napoli.

Egli decise di stabilirsi definitivamente nella città borbonica, in quanto vi riconobbe una committenza ideale e un fecondo stimolo per la sua arte.

A Napoli, infatti, Pitloo dipinse quadri dove fornì una personalissima interpretazione del nascente gusto romantico, destinata a essere particolarmente apprezzata dalle nuove generazioni di pittori.

Fu per questo motivo che nel 1820 aprì una scuola privata di pittura, attraverso la quale consolidò la propria fama collocandosi come capostipite della scuola di Posillipo.

Alla scuola di Posillipo appartennero numerosi pittori, quasi tutti allievi di Pitloo, destinati a diventare fautori di una rinnovata fortuna della pittura di paesaggio: speciale menzione meritano, in tal senso, Giacinto Gigante, Salvatore Fergola, Gabriele Smargiassi, Teodoro Duclère, Achille Vianelli.

Nel 1822 Pitloo vide pienamente riconosciuti i suoi meriti quando ricevette la nomina di Professore Onorario presso il Reale Istituto di Belle Arti di Napoli.

A testimonianza del suo riconoscimento pittorico, nel 1824 gli venne affidata la cattedra di paesaggio presso la medesima accademia per l’apprezzamento del suo dipinto “Il boschetto di Francavilla al Chiatamone“, oggi appartenente alle collezioni di palazzo Zevallos.

Cominciarono tempi nuovi anche per l’Accademia che troverà in Pitloo un professore attento, puntuale e tutto dedito al lavoro.

Tra i suoi allievi il pittore di origine tirolese Jean Grossgasteiger.

Pitloo, infine, morì il 22 giugno del 1837, stroncato prematuramente dal colera.

Fu sepolto a Napoli, nel cimitero dei Protestanti.


Bacoli. Veduta della chiesa di Sant’Anna dalle Centocamerelle. Sullo sfondo Monte di Procida. Luogo di esposizione sconosciuto.

Spiaggia di Mergellina. Luogo di esposizione sconosciuto.

Casina Vanvitelliana nel lago Fusaro

Riviera di Chiaia – 1820

La lanterna del Molo

Castel dell’Ovo


Le nostre pubblicazioni su “Amazon libri”

4,0 / 5
Grazie per aver votato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.