Una “Galleria Commerciale” nel Palazzo san Giacomo

 

La “1° Galleria Commerciale” costruita, dopo il decennio francese, dai Borbone in una unica costruzione che andava da piazza Municipio (Largo Palazzo) fino a via Toledo e che riuniva anche tutti gli uffici amministrativi

 

La nuova costruzione borbonica occupava un’area talmente vasta che andava da via Toledo fino all’attuale piazza Municipio

La storia:

Nel 1816, alla fine del decennio francese e dopo la morte di Gioacchino Murat (1), con il ritorno al trono di Napoli di Ferdinando I di Borbone, si decise di realizzare un grande edificio che ospitasse tutti i ministeri dello Stato Borbonico dislocati in varie sedi.

Il nuovo palazzo sarebbe dovuto essere delimitato da via Toledo, via San Giacomo, via della Concezione (dal 1877 via Paolo Emilio Imbriani) e il largo di Castello (1)(2).

Per attuare questo grande progetto si demolirono una chiesa, un ospedale, un convento e un banco, oltre al monastero della Concezione con annessa chiesa, posto all’angolo tra via Toledo (1)(2)(3) e appunto via della Concezione.

A lavori terminati, l’edificio risultò, all’epoca, uno dei palazzi più estesi del mondo e al suo interno si contavano esattamente 816 stanze e 10 corridoi.

Nel portale centrale, in due nicchie furono poste a sinistra la statua di Ruggero il Normanno, fondatore del regno indipendente, e a destra quella di Federico II di Svevia (1), il fondatore del primo forte assetto governativo del regno,

In altre due nicchie sulla doppia rampa di scale, furono sistemate altre due statue, quelle di Ferdinando I ideatore del palazzo, e di suo figlio Francesco I che vide conclusi i lavori.

Queste due ultime statue furono rimosse dopo l’unità d’Italia e sostituite da due statue di genere allegorico.

All’interno della grande costruzione venne realizzata la prima galleria coperta in vetro e ferro della città, una delle prime d’Europa, che collegava direttamente, passando all’interno del palazzo, via Toledo e piazza Municipio e vi si accedeva passando sotto la doppia rampa di scale.

Nell’immagine sopra allegata è visibile gran parte della sua lunghezza ornata da fantastiche colonne sui due lati su cui poggiava la copertura in vetro che illuminava a giorno gli interni con le scale di accesso utilizzate anche come ingresso a uffici o magazzini.

Sulle scalinate vengono raffigurati diverse figure di popolani, signori e donzelle ma anche bambini, che sembrano rallegrarsi al passaggio e, curiosamente, sembra esserci al centro della scalinata, un personaggio femminile che parrebbe una cameriera con grembiule che regge una guantiera forse per offrire il prodotto del suo ristorante il cui ingresso e semivisibile sulla sua destra.

La galleria scomparve con la costruzione del nuovo palazzo del Banco di Napoli che affaccia su via Toledo e oggi, purtroppo, ne rimane solo un breve tratto interno e mutilato.

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