La lanterna del molo

LA SISTEMATICA DISTRUZIONE DEI SIMBOLI DI NAPOLI

Uno dei particolari di Napoli, prima più dipinto e poi più fotografato, è Il suo golfo, o se vogliamo dirlo in termini pIu esotici, la sua baia.
I punti di principali prospettive visive sono 4, di cui la meno frequente è quella dal mare stesso che, oltre a mostrare il golfo nel suo lato interno, visualizza la città nel suo sviluppo da ovest a est , vedi la tavola Strozzi.(dipinto olio su tavol databile al 1472 e conservata nel Museo nazionale di San Martino di Napoli. Rappresenta una veduta di Napoli del XV secolo.)

Altra visualizzazione non molto frequente è da sud, dal vesuvio o dal “miglio d’oro” che mostra quasi sempre nei suoi primi piani il ponte della Maddalena, importante passaggio per le calabrie e che, sotto altri nomi, ha cavalcato per millenni, la foce del mitico Sebeto.

La terza visualizzazione e forse la più frequente per le caratteristiche di dolcezza, varietà e bellezza del soggetto inquadrato, è dalla collina di Posillipo, un ritratto che da millenni non finisce mai di incantare appassionando al suo ritratto centinaia di pittori di tutta Europa e di tutte le epoche.

La quarta prospettiva, un po’ piu tecnica, e la vista dall’interno della città, da San Martino sulla collina del Vomero, o un po piu in basso, da piazza Municipio o largo di Castello, da cui in un ristretto raggio di visualizzazione si inquadra CastelNovo e la sua cittadella con i bastioni, il largo stesso con la caratteristica via del Piliero, il porto con la sua baia, l’immancabile vesuvio con il suo “fratellino” monte Somma spesso dimenticato nelle citazioni perche assorbito dalla fama del vulcano ma che é parte attiva del panorama,  e lei, il vero soggetto del post, presente in quasi tutti i dipinti eseguiti da tutte le direzioni, la” Lanterna del molo”.

Nella seconda metà del XIII secolo, in particolare sotto il regno di Carlo I d’Angiò, il porto venne ampliato e arricchito di nuovi edifici parallelamente allo sviluppo della città, ormai fra le più grandi e popolose d’Europa.

Nel 1487 Ferrante d’Aragona incaricò di costruire un faro, quello che sarà conosciuto come la lanterna del Molo.

Danneggiato nel 1495 negli scontri tra aragonesi e francesi, fu ricostruito sotto Federico I di Napoli.
Nel 1624 un incendio distrusse la lanterna e il viceré duca d’Alba la fece ricostruire nel 1626.
Il duca d’Alba nel 1625 fece costruire anche un fortino di difesa al termine del braccio orientale del molo.

Arrivando ai tempi moderni, la costruzione della nuova Stazione Marittima, progettata nel 1932 e completata nel 1936, prese il posto dell’antico molo grande e dei suoi prolungamenti verso oriente. Per i lavori furono abbattuti tra il 1932 e il 1933 i magazzini del deposito franco e la lanterna del molo, protagonista di moltissime vedute della città.
Dopo ben mezzo millennio di onorato lavoro nell’indicare la “giusta via” ai naviganti di ogni periodo storico e appartenenza geografica ed aver assistito a centinaia di guerre, si assiste alla morte di un’ennesimo simbolo secolare di una città la cui storia resta comunque millenaria.

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